Servizi
Contatti

Eventi


Dopo il cimento col romanzo, Mauro Zanato esordisce con la poesia. Quest'opera, Controluce, bell'esempio di poesia esistenziale, scritta a modo e con un'originalità degna del titolo della silloge, si caratterizza soprattutto per la pertinacia del tema esistenziale. Del centinaio di componimenti parte della raccolta, ad occhio e croce, più della metà, a partire dal loro titolo, sono esplicativi d'un tale, lampante, esistenzialismo.

A partire dalla prima poesia, Giovinezza, si prende inoltre atto di un topos estetico icastico, prepotentemente icastico, voluto, ripetuto, come ad esempio alle pagine 11, 21, 85, 101, dov'è palese di prim'acchito.

L'asserto su cui l'autore poggia il piede è prevalentemente fondato sulla "brevità", sullo scorrere inesorabile del tempo. Deducendo, a posteriori, la specialistica ricorrenza di quest'ultimo concetto, si percepisce senza sforzo la concettualità leopardiana della "fugacità". Magari la proposta poetica e/o estetica ha una gramolatura diversa rispetto a quella del poeta di Recanati, ma, alla fin fine, in versione moderna, viene eletto il medesimo concetto.

È Zanato stesso a renderci partecipi del suo cosmo poetico-letterario, del suo coinvolgimento nell'estrosa ricerca del giusto verso, escogitato per soddisfare prima di tutto se stesso ma in definitiva anche per richiamare un probabile gradimento nel potenziale lettore. In Nichilismo, pag. 63, scrive: «La poesia | è racchiusa | nell'armadio | come vecchio | vestito di seta | smesso, | […] | nelle pieghe | di velluto, | fra falsi | pudori, | cerca la fantasia». Se un vecchio vestito non avesse altra aspettativa d'essere indossato, una raffazzonatura che ne mascheri la vetustà potrebbe rimetterlo in uso. Quindi, in Poesia, giustappunto, a pag. 98, il poeta trevigiano esprime un'altrettale profonda metafora, che non smentisce la precedente, semmai ne rafforza quel senso del fantastico che rappresenta la forza viva del poetico, la sua basilare essenza: «Questo è il giardino | dove le mie mani | cercano colore». Sì, l'originalità è la madre di tutte le forme di poesia, anche la più indiretta, quella che, per capirci, spesso sorride nella prosa, nei testi apparentemente meno attagliati ad una definizione poetica.

Recensione
Literary © 1997-2024 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza