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Il secondo numero dei Quaderni di dialettica, curati da Silvana Folliero, oltre a raccogliere due suoi lavori, uno dei quali col titolo eponimo dell’intera antologia, aduna altri eccellenti lavori.

Quella della Folliero è, nella fattispecie, la sintetica descrizione della figura di Cristo, dal punto di vista naturalmente dogmatico ma altresì nella prospettiva della differenziazione del credo tra le varie religioni cristiane.

Sono parte dell'antologia alcune testimonianze. Rivelazioni esperenziali, quali La mia isola, di Luciana Bramante, e soprattutto Intervista a Vittorio Sacerdoti, del medesimo Sacerdoti (scritto dato come intervista della Bramante). Sono documenti atti a suscitare un ricordo davvero empatico col lettore di matura, cosciente esperienza, discernitore dell’autenticità dei valori etici.

V'è quindi la dimensione dialettica stricto sensu di Europeismo e universalismo, sempre della Folliero, e di Conflitto di logiche, di Nino Fausti.

Si segnala la molto stuzzicante e fintanto cosmica elaborazione teatrale ad atto unico di Stefania Porrino – sì, ancora lei! – Futuro prossimo.

Inoltre vi compartecipano alcune poesie, e mi fa piacere menzionare specialmente la compianta Anna Borra e Francesco De Napoli.

Nell’insieme, il riferimento all’ormai consacrata memoria di penetrante rilievo storico, soprattutto in riferimento alla shoah, è lodevole, assolutamente condivisibile.

Vedrei invece fuori tema Stabile spoliazione, di Domenico Cara, i cui sensi di avvio, ellissi, reticenze, c'entrano poco col contesto. Per quanto affermata ne sia la scrittura dell’autore.

Recensione
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