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È una sessantina di poesie che completa questa silloge del quarantaquattrenne copparese Davide Zannoni, laureato in Scienze dell’Educazione e specializzando in Scienze della Comunicazione. Composizioni proposte con un indice rigorosamente dato in ordine alfabetico.

Al di là d’una performance meramente umanistico-poetica, in quanto summa dell’atteggiarsi in un estetico, intenso tocco che, oltreché sociale, Alfredo Genovese nella nota di retrocopertina definisce persino paterno, i componimenti, nella loro globalità, assolvono al sublime, benemerito scopo di coadiuvare una speranza. Che è speranza per eccellenza: la Vita. E siccome la vita è prospettata nell’orizzonte ancor più impellente della sopravvivenza, si può affermare che si tratti della "speranza delle speranze".

Di Zoe, protagonista in toto del libro, ed in quanto ispiratrice, Principessa nel cuore, come si evince dalla poetica dedica nell’ouverture della raccolta, penso proprio che per lo meno mezza Italia ne sia al corrente. Non foss’altro che per la precedente, contigua iniziativa che ha visto la seriale distribuzione (dietro corresponsione di un’offerta per il medesimo scopo benefico) della maglietta recante il suo nome nell’unisono della scrittura-motivazione della solidarietà a lei rivolta.

Per chi ancora invece non lo sapesse, Zoe è una ragazzina gravemente malata. Rischia seriamente di veder sradicate le sue propaggini su questo nostro strano tanto quanto incomprensibile mondo terreno. Paradigmatico esempio della lotta perenne tra il bene ed il male, tra la morte e la vita, continuo, itinerante ossimoro dell’esistenza. Ma, come in tutte le più appetibili trame, una via di scampo sembra esistere. Non è, infatti, escluso che un complicato, costoso intervento chirurgico la possa salvare, garantendole un ordinario, umano prosieguo in vita.

Dio voglia che il libro di Davide Zannoni, passepartout d’una solidale carità sociale difficilmente battibile (in quanto, almeno in apparenza, insostituibile per analoga entità da un suo ipotetico opponibile contrario), possa essere posseduto da una moltitudine di lettori, fratelli di buona volontà, campioni di carità, anelanti alla suddetta speranza e, in definitiva, latori d’amore autentico.

Il mio augurio, senz’altro in linea con la lungimirante ragione dell’autore, è che Zoe continui a vivere, nel nome appunto d’una compatta unione di persone che, insieme a lei, sanno apprezzare il senso dell’esistere!

Recensione
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