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Quante siano le foto (tutte a colori, tranne forse tre o quattro) che corredano il volume, di preciso non lo posso dire. Enumerarle è già un’impresa. D’acchito direi che saranno almeno cinquecento. Ho voluto iniziare da questo approssimativo (probabilmente per difetto) dato per cercare di rendere una verosimile idea di che sorta di libro stia parlando. In buona sostanza si tratta della sintesi degli ultimi vent’anni del Carnevale di Cento, in provincia di Ferrara: Cento Carnevale d’Europa. Il carnevale dell’era Ivano Manservisi, suo stratosferico patron.

Quale premessa alla cronistoria illustrata dei vent’anni di carnevale (1990-2009) v’è una serie di qualificate testimonianze: anzitutto la parola dei sindaci, vicesindaci ed assessori che si sono avvicendati; l’attuale Presidente della Provincia di Ferrara, Marcella Zappaterra; Vittorio Sgarbi; Paolo Bruni, Presidente delle Cooperative Europee; Adriano Facchini, esperto di marketing agroalimentare e territoriale; Alberto Berardi, Presidente della Federazione Italiana Carnevali; Red Ronnie, conduttore televisivo; la cantante ed opinionista Jo Squillo; Lele Mora, manager; ed il cantautore Andrea Mingardi (la sua Sculasòn che Samba è ormai la sigla musicale del carnevale di Cento).

Non è assolutamente un’esagerazione definire il carnevale di Cento Carnevale d’Europa. Effettivamente poteva apparire tale agli albori del 1990, quando gli stessi carristi fautori del carnevale volevano dare il loro forfait. Proprio perciò veniva incaricato dal Comune, a risollevarne le sorti, il Manservisi. Personaggio che l’abile ed attenta curatrice del libro definisce «principe tritatutto, un condottiero senza armata, un gladiatore dal mantello rosso […] Patron coraggioso, rumoroso, ingombrante e pure un po’ incosciente che subito risveglia dal letargo il sonnacchioso carnevale», p. 21. Se allora poteva essere un azzardo l’attribuzione di Carnevale d’Europa, poco dopo l’accostamento incominciava ad apparire persino riduttivo. Fu l’immediata idea di gemellaggio, e poi nel 1993, il gemellaggio vero e proprio, nero su bianco, col carnevale di Rio de Janeiro a proiettarlo in una dimensione addirittura mondiale, superando i confini della nostra Penisola ed affiancando l’unico incontrastato Continente Americano, che solo grazie al carnevale carioca può competere con Cento. Dall’anno successivo, 1994, al 2001, per ben otto anni consecutivi, il carro vincitore della manifestazione di Cento ebbe la prerogativa di sfilare al Sambodromo di Rio de Janeiro, anzi ad aprire, in ogni edizione, la sfilata di quel carnevale per eccellenza. In seguito fu solo il dramma mondiale dell’abbattimento delle Twin Towers a porre termine a tale interscambio carnevalesco. Il gemellaggio però rimase cosa acquisita. Tant’è vero che ogni anno, insieme ai carri allegorici centesi, sono presenti le bellissime ballerine brasiliane, in tenuta alquanto succinta, come loro abitudine durante il carnevale, alla faccia del gelo! Ogni anno, a Cento, sono cinque settimane di divertimento e di appetitose esperienze che coinvolgono tutti, piccoli ed adulti, grazie ad una serie di manifestazioni dal polivalente carattere. E, naturalmente, ogni domenica sfilano i carri, mastodontici, maestosi, tra una gragnola di caramelle e gonfiabili lanciati alla folla.

Dal 1997 gli è abbinata, insieme ai carnevali di Viareggio e Putignano, la lotteria nazionale.

Di edizione in edizione hanno presenziato i più importanti personaggi del momento, dello spettacolo, della cultura, dell’industria e dello sport (Vittorio Sgarbi, Ezio Greggio, Pippo Baudo, Pupo, Jo Squillo, Amanda Lear, Ilona Staller, Ornella Muti, Remo Girone, Alberto Castagna, Raoul Casadei, Brigitte Nielsen, Marco Pantani, Renzo Arbore, Simona Ventura, Anna Falchi, Simona Tagli, le varie Miss Italia ed Universo del momento, Stefano Tacconi, Alessandro Duran, Ronaldo, monsignor Emmanuel Milingo, Emilio Fede, Beppe Grillo, Maradona, Adriana Volpe, Irene Pivetti, Andrea Mingardi, i Nomadi, Katia Ricciarelli, Maurizio Vandelli, Giovanni Rana, Francesco Amadori… e chi più ne ha più ne metta).

Ormai le cifre delle presenze sono da capogiro: oltre il migliaio i camper, oltre il centinaio i pullman, centinaia di migliaia le persone. Vi partecipano tutte le reti radiotelevisive nazionali, locali e più di qualcuna anche internazionale. Analogamente accade per le testate giornalistiche.

Nel libro, dunque, emerge questo ed altro ancora, perché il carnevale di Cento è molto ma molto di più di quanto non si riesca a scrivere, senza nulla togliere all’encomiabile lavoro della curatrice, Leonora Guerrini.
Recensione
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