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Quest'intonsa biografia della rodigino-ferrarese Gina Nalini Montanari, ennesima pubblicazione saggistica, è diversa da tutte le precedenti. Finora l'autrice s'era interessata, mettendo a fuoco, nero su bianco, o biografie di donne, comunque radicate alla storiografia del medioevo, o panoramiche ed itinerari artistici o di culto. Il legame, però, indissolubile che regge tutto il suo percorso letterario è la Storia impastata ad una rappresentazione narrativa che, come il filo d'Arianna, scorre da una vicenda all'altra nella mente della scrittrice, che ne piega la naturale, originaria esistenza in una sempre esaltante quanto avvolgente connessione della trama con il suo raffinato scrivere, che, alla fin fine, coincide ad un saper raccontare, ed acconciare, umani accadimenti.

Mentre qui, e se ne ravvisa fin dal titolo di copertina la differenza, emerge imponente la figura d'un uomo. Una personalità al maschile dunque: Gino Poletti, ferrarese d'Aguscello, soprannominato, per la sua dedizione al prossimo, la chioccia d'Aguscello (in dialetto ferrarese: ciòza dl'Aguscèl).

Per di più questa volta è la terrena vicenda dell'uomo "normale", dell'uomo qualunque, ad essere portata alla ribalta della sua tipologica letteratura.

È un libro, questo, che si tira dietro già a priori un'ampia gamma di consensi, siano essi affettivi oppure semplicemente d'umana condivisione (Comune di Ferrara, Centro Etnografico del Comune di Ferrara, Aeroclub "Roberto Fabbri" Ferrara ed Aeroclub Volovelistico Ferrarese "Mario Nardini").

Tante sono state, nell'impegno della stesura, e lo sono, ancora, nella vivida partecipazione dei loro sentimenti, le persone fisicamente partecipi: discendenti (ad incominciare dalla figlia Fiorella, sostanzialmente la committente dell'opera), altri parenti ed amici. Specialmente quei mancati "motoristi", commilitoni di Gino Poletti (ferrarese d'Aguscello), che insieme intrapresero un corso militare per piloti, a cavallo d'un conflitto in cui, per gli Italiani dell'epoca, i Tedeschi, da alleati, poi son divenuti feroci avversari. Motivo per cui, venuto meno lo scopo primario del corso, venne di fatto chiusa la scuola. Tanti amici: Lino Tosetto e Pietro Violetto di Fontaniva (PD), Mario Schiavinato di Venezia, Umberto Panico ed Elio Rogantoni di Pescara, Luigi Radighieri di Fiorano (MO), Carlo Pozzato di Padova, Rino Croci di La Spezia… e l'altro ferrarese Bruno Valeggi. Tutti questi uomini, dal 1974 e fino al 1994, ossia per ben ventuno anni, si radunarono in città diverse, a rotazione, finché il peso degli anni non si fece sentire, tramite magagne e decessi. Il libro è una miniera di fotografie supportate da documenti per un totale di 82 riproduzioni. Vera e propria fonte di concrete memorie.

Una giganto-biografia, in sé, intrisa d'un'umanità che difficilmente si vede emergere da altri similari memoriali. Effetto ben palesato anche durante la presentazione del libro, con una sala Agnelli, nella biblioteca Ariostea di Ferrara, piena zeppa di pubblico, parte integrante delle surrichiamate affettività, pullulante di fisica, corporea compartecipazione, veramente sentita, provata sulla pelle.

Recensione
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