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È con il patrocinio ed il sostegno della Provincia e del Comune di Rovigo, dell’Unione dei Comuni dell’Eridano, nonché dei Comuni di Polesella, Guarda Veneta ed Ariano Polesine che è stata possibile la pubblicazione del suddetto volume.

Il curatore, Leonardo Raito, docente universitario di Storia contemporanea all’Università di Ferrara, è riuscito nel felice intento di realizzare un appetitoso collage monografico di tipo storico, molto particolare e soprattutto ottimamente amalgamato nel suo variegato insieme tecnico e documentaristico. Coautori sono, in ordine d’impaginazione: Luigi Emilio Longo (Il potenziale bellico dell’Aviazione italiana nel 1915 alla vigilia dell’inizio delle operazioni); Alessandro Massignani (L’attività aerea sugli altipiani nella Grande Guerra); Basilio di Martino (Le operazioni di bombardamento dei dirigibili italiani ed il ruolo dell’Aeroscalo di Ferrara); Nicola Persegati (Dall’Isonzo al Cielo: / appunti di storia aeronautica sul Fronte Orientale); Susanna Dan Lombardo (La costruzione di un mito. Da Baracca a D’Annunzio, gli anni eroici dell’aviazione italiana); Alberto Burato ed il medesimo curatore (Aviatori Polesani nella Grande Guerra 1915-1918); Carlo Stracquadaneo ed ancora il curatore (Umberto Maddalena, l’eroico trasvolatore); Francesco Tardivello (Aldo Finzi pilota); Enrico Trevisani e Donato Bragatto (Pico Cavalieri: una breve vita dedicata al volo); Dino Vecchiato e Giampietro Zanon (L’osservazione aerea nelle memorie e nelle immagini del Capitano Giuseppe Gabin: / le vicende della 25^ Squadriglia Voisin); Ricciarda Avesani (Vite spericolate nel Veneto dei pionieri. Tra mito e realtà). Le premesse si possono facilmente evincere dai titoli dei singoli e singolari saggi ora citati.

Intanto viene illustrata la genesi che ha portato al parto del Corpo Aeronautico Militare, passando per una doppia gestazione. Quella in seno alla Marina e, parallelamente, all’Esercito, prime Forze Armate in Italia ad ospitare mezzi aerei quale arma strategica. In una prima tappa, con finalizzazione alla ricognizione e all’incursione, con l’impiego di dirigibili, di volta in volta sempre più grossi di dimensione e più idonei all’alta quota, e, subito dopo, di idrovolanti. In un secondo momento, con propensione anche alla difesa (nascita della "caccia" aerea), soprattutto tramite aeroplani sempre più veloci e meglio armati.

Sorprendentemente, accanto ad eroi famosi indimenticabili quali Francesco Baracca, Italo Balbo e Gabriele D’Annunzio (aviatore non-pilota), ne emergono altri, che, quanto ad azione e relativi meriti, non sono da meno: Umberto Maddalena, Aldo Finzi, Lionello Caffarati, Sebastiano (Nino) Bedendo, Alessandro Borgato, Mario Doria, Modesto Moratto, tutti veneti; più il ferrarese Pico Adeodato Cavalieri ed il fiorentino Alessandro Coronaro.

Tra la fitta, robusta ragnatela d’informazioni tecniche (circa l’evoluzione ed il progresso aerodinamico e strutturale dei vari prototipi del volo) e di documenti, talora intimistici, sui loro formidabili tanto quanto temerari conduttori, ed in parte, sugli osservatori, si stempera la diversificata, amena letteratura di Susanna Dan Lombardo. Un piacevolissimo intercalare, che, come un opportuno sorbetto a metà servizio d’un nuziale banchetto, rende digeribili ulteriori portate, cullando il lettore nella condivisibile poetica «idea del volo come metafora», p. 91-118. Ecco che dirigibili ed aeroplani diventano macchine volanti, ed i loro piloti figli di Icaro e delle Sirene, meglio sintonizzando la magia del volo umano ai relativi "immaginifici", eterei presupposti del grande vate D’Annunzio. Cercando, peraltro, d’individuare una risposta alle preminenti esigenze dell’uomo di librarsi nel cielo ad imitazione degli uccelli. In sostanza, cercando di carpire quel desiderio che già in tempi lontani gestava nella testa di Leonardo da Vinci, impegnandolo in una specifica, relativa ricerca scientifica. Ricerca che molto prima ancora s’era ispirata al mito di Icaro.
Recensione
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