Servizi
Contatti

Eventi


È la quarta autonoma pubblicazione, questa silloge poetica di Luigi Golinelli. Vi raccoglie quattro anni di poesie, a partire dall’1.1.2004 e fino al 25.11.2007, tutte rigorosamente datate. Rispetto alla sua precedente raccolta, del 2004, se ne ravvisa un’ulteriore maturità. Impressione condivisa dal prefatore. In linea di massima se ne coglie una generica intensità, pregna d’esistenziali note, molto vicina alla poetica hiku, nonostante la forma, pur breve, non sia mai conforme all’esile struttura hiku. Si consideri, quale significativo, ma non univoco, esempio L’essenza, di p. 23: E respiro musica. | ... Dalle narici | al cervello | ritrovo | l’essenza.

Tra l’altro, alla stessa pagina, ma in altro titolo (È qui), laddove Golinelli descrive la poesia come cenerentola delle arti, be’ vorrei precisare che forse è vero solo in parte che la poesia meriti d’essere definita tale. Sicuramente è la dichiarazione d’una realtà sul piano dell’impegno del poeta a offrirla ad un pubblico ritroso, che predilige piuttosto la narrativa, oppure ama scrivere versi anziché leggerli. Ma sotto altri variegati aspetti direi che non è proprio così. Bisogna, in primis, tener presente che la poesia caratterizza la sostanza qualitativa di qualsiasi arte, qualora nell’opera medesima emerga un certo aspetto di pregevole valore, naturalmente. Altrimenti arte non è! Molti sono gli pseudo-artisti che pensano di produrre opere di valore dal loro singolare punto di vista… poi è tutto da verificare. Per non destare sgradevoli fraintendimenti, aggiungo che il riferimento a questa mia nota negativa è generico, non è certamente rivolto a Luigi Golinelli!

Il poeta-Golinelli tenta di darsi una collocazione d’intenti soprattutto alle attigue pagine 35 e 36, con I poeti ed Io uomo. Nel primo degli or citati componimenti è elaborato un veritiero senso di solitudine che accomuna i poeti, soli anche dentro se stessi. || Si perdono tra sogno e realtà, | cercano disperatamente amore | negli anfratti della vita. Nel secondo v’è altra verità, che disvela il significato del sentirsi uomo tramite la poesia: Io uomo, | Ho rubato | Le parole | Al poeta.

E, se a pag. 39, in Onirico automa, il poeta diviene una sorta di Diogene (cerco l’uomo, | il sentimento), a pag. 13, in Oltre la pace (ma anche in altre composizioni) si palesa il ludismo che inevitabilmente plasma la creatività poetica. Nella fattispecie la parola assume doppi sensi. Si vedano gli esempi alle pagine 13 e 22. Nella prima ipotesi, in Oltre la pace, lo scherm(n)o | Dell’umanità è contemporaneamente interpretabile sia come schermo che come scherno. Idem nel secondo caso, dove gli e(o)rrori di sempre si leggono come errori ed orrori.

Pagina 28 è invece l’etichetta dell’aspetto cosmico della poetica di Golinelli (si accendono | nuove luci | nell’universo, in Il maremoto e Titano). Nella stessa pagina che raccoglie il componimento eponimo dell’opera, I lati della sfera, si percepiscono le infinite, praticamente irraggiungibili, spigolature dell’esistenza: Nell’angolo della sfera | cercherò il mio desiderio | di vivere.

Recensione
Literary © 1997-2024 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza