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La mamma racconta gli eroi

L’ecletticità di scrittore del ferrarese Sergio Gnudi, noto per performance poetiche all’insegna d’altrettanto eclettiche collocazioni – dall’incipiente propensione avanguardistica (c.ff.r. Tra due fuochi, Scorie padane e Iperbolia) ad un più conformistico classicismo, da cui le recenti sillogi Del diavolo e della santità (2007), A Cinzia (2009) e Raccontami o Dea (2010) –, emerge a tutto tondo proprio in forza di quest’ultima pubblicazione.

La mamma racconta gli eroi è di fatto una fiaba commisurata all’attenzione dei più piccoli lettori, o comunque, piccoli fruitori della lettura.

E, come se non bastasse a caratterizzarne il tocco eclettico, è anche la tematica sui generis, di natura strettamente mitologica, che connota tali fiabe. Undici in tutto.

Va precisato che la raccolta vanta il patrocinio delle Province di Ferrara e Rovigo, del Comune di Ferrara, dell’Associazione Culturale Cuore di Carta; nonché dell’Avis, sedi provinciale e comunale di Ferrara.

Sergio Gnudi ha voluto, per una volta tanto, ambientare tutte le favole nella mitica, politeistica geografia dell’antica Grecia: l’Ellade.

E, naturalmente, in quel fertile terreno di miti e leggende, ha pensato bene di collocare pertinenti personaggi. Tutti eroi o eroine che, nel loro storico cosmo, fatto di parziale terrestrità e di mitici dei, infarcito di prodigi, magie ed incantesimi, ed arricchito di strane creature, a volte buone a volte truci, tra mostri ed ippogrifi, sanno emanare una loro alquanto ghiotta attrazione.

Ecco, uno per uno, i titoli dei vari racconti: L’amore tra Filemone e Bauci; Giasone e il Vello d’Oro; Ercole e l’Idra; Ercole e il cinghiale; Ercole e i Buoi Rossi; Bellerofonte e la Chimera; Arianna e il suo filo; La tela di Aracne; Perseo e la Medusa; Persefone e le stagioni.

L’idea di fondo sembrerebbe quella d’educare la potenziale platea dei piccoli lettori ad una pedagogia che, con la proposta d’un metodico gioco di memoria tramite i nomi dei luoghi, del correlativo favoloso bestiario, degli dei ed affini, nonché degli eroici personaggi, possa fare perno su quella che, da che mondo è mondo, inoltre riconduca alla cosiddetta ‘morale della favola’. Che, come si sa dall’esperienza, è gradita quanto canonica conclusione d’ogni favola che si rispetti.

Dopo il piacere delle undici fiabe, a perfezionarne la chiusura, è stata collocata un’appropriata appendice che sintetizza tali nomi, la maggior parte delle volte ricchi d’icastico, se non semantico, significato (Gli Dei, gli Eroi, i personaggi e i mostri delle nostre storie).

Nell’insieme si tratta d’una sorta di silloge fiabesca attinta dalla leggenda e dalla mitologia d’una tradizione, quella ellenica appunto, che stimola la mente stessa dell’adulto, ponendola nell’atto poietico d’un’allegorica ricostruzione. Materia di conoscenza che, in buona sostanza, già per l’adulto ha valenza di favola.

Recensione
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