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La Spal a modo mio è, piuttosto che un freddo e meccanico annuario sul calcio spalino, un variegato, pur se sintetico, memoriale. Di chi? D'un personaggio che della Spal ne ha voluto ricostruire una sorta di diario di famiglia. Ennio Guirrini, autore dell'opera, è di fatto cresciuto nella Spal. Non come giocatore ma come figlio di custode, poi lui medesimo custode ed in fine massaggiatore. Più infiltrato in quell'ambiente calcistico di lui non c'è stata nessun'altra persona.

Il libro è costellato di fotografie d'archivio, un sacco di foto, una quarantina, che ripercorrono i mitici momenti che, come lo schiudersi improvviso d'un riccio, ricostruiscono lì per lì un favoloso passato, relativamente recente, terminato nel 1994, momento in cui Guirrini è andato in pensione. Un passato che, comunque, da lì in poi avrà un suo ulteriore sviluppo, ma che non sarà più così intenso di emozioni ed esperienze.

Sostanzialmente il libro è costituito di due parti, di cui la prima suddivisa in sette capitoletti. La prima parte, eponima del titolo generale; la seconda, più schematica che descrittiva, intitolata Ancora Spal.

Nella prima, più cospicua parte sono rievocate delle emozioni, in prevalenza positive se non ridanciane, che hanno visto protagonista, o al limite co-protagonista, insieme ad altri più o meno blasonati personaggi, Guirrini e tutto lo staff, al di là della sequela di giocatori che si sono succeduti nei vari campionati e nelle varie categorie, inclusa la serie B. Il nome di Ennio Guirrini è divenuto famoso soprattutto dacché fu ufficialmente nominato "massaggiatore" della squadra. Da allora ebbe moltissime occasioni per apparire nella cronaca giornalistica sportiva ed altresì nelle relative foto di repertorio.

Emergono, in questa prima parte, inevitabili gioie e dolori conseguenti ad altrettanti esaltanti o, viceversa, umilianti risultati sportivi, per vincite inflitte all'avversario o per batoste ed altre pesanti sconfitte subite. Ma risaltano, in maniera ugualmente reboante, le smargiassate, le guasconate, accademicamente menzionate come 'atti goliardici', a danno sia di taluni giocatori sia di qualche ingenuo tifoso, come pure del personale dello staff, che sicuramente colorano brillantemente le correlative avventure.

Nella seconda parte invece, molto più corredata di documenti fotografici, sono nominativamente ricordati i giocatori ed il personale che nella o per la squadra ha avuto un ruolo se non determinante almeno significativo: allenatori, dirigenti e non.

Tra i dirigenti s'impone, com'è giusto che sia, la personalità di Paolo Mazza, al quale è intitolato lo stadio dove gioca l’attuale prima squadra.

In ultima v'è una testimonianza di come, anche nel calcio, l'atto scaramantico giochi (anch'esso giocatore schierato tra i giocatori in campo, e non in panchina) un ruolo di primissimo piano.

Recensione
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