Servizi
Contatti

Eventi


Scrivere favole non è un'operazione semplicissima come, senza rifletterci troppo, potrebbe apparire. Occorre innanzi tutto conoscere il limite intellettivo di quel particolare lettore, o comunque fruitore (perché, lo si sa benissimo, spesso per il bambino necessariamente si sostituisce l'adulto a mezzo di lettura), cui è destinato la fiaba. Dopo di che, ammesso che il suddetto presupposto sia rispettato, e solamente allora, è possibile sviluppare gli elementi essenziali che possono strutturare un contenuto fiabesco. Vale a dire che, a parte l'atemporalità e la delocalizzazione (storia-non storia e luogo-non luogo), nonché eventualmente, se si vuole rendere perfetta la struttura, l'incongrua personalità degli interpreti, la trama fiabesca deve risultare ben assimilabile dai bambini anche, e soprattutto, nella possibilità di stimolarli in maniera esemplare per vincerne, in definitiva, la loro peculiare attenzione: qualcosa di moralmente valido e nel contempo con una soglia di fabulazione perlomeno sufficiente a tenerli utilmente concentrati.

Tali basi della favola Rita Montanari sembra conoscerle molto bene. Non c'era nemmeno bisogno di dirlo! Certo è che, una volta fatta la premessa, ci si è inoltrati nelle dovute considerazioni di questa sua ultima, particolare pubblicazione che è appunto L'acchiappa nuvole.

Librino bellissimo, sotto ogni punto di vista. E la parte figurativa non è da meno. Anche da questa prospettiva si deduce, molto palesemente, l'ottimale linguaggio visivo in stretta coerenza con la fiaba. Esso sa trasmettere esattamente le emozioni che i contenuti per loro conto già esprimono. In altre parole, è il 'linguaggio' dell'icona praticato con la voluta e dovuta approssimazione che richiama la medesima grafia del piccolo utente del libro – come avesse disegnato lui la fiaba!

Tra l'altro, stimolo al gradimento della fiaba è anche la variegata scelta dei cromatismi, i quali danno risalto non solo nell'illustrazione ma altresì nella scrittura ed, in contrasto con questa, nelle relative pagine.

Idea, a quanto pare, nata dall'incipiente proposta dell'Associazione Il volo di Massafiscaglia. L'esito finale, sancito dalla presente pubblicazione, ha avuto il patrocinio del Comune di Ferrara e del locale Ufficio Scolastico Provinciale (ex Provveditorato agli Studi).

Quanto ai contenuti che L'acchiappa nuvole mette in risalto, ed a parziale conferma di quanto è stato introdotto da Tiziano Tagliani (Sindaco di Ferrara), un primo significativo corollario d'ottimo costrutto sta nella sintesi di tanti personaggi fiabeschi per eccellenza, che hanno reso famose altrettante favole (Cappuccetto Rosso, la Bella Addormentata, Cenerentola, Pollicino, Hansel e Gretel, i Tre Porcellini, Pinocchio, Biancaneve ed i Sette Nani). Il che ha un eco di richiamo fertilissimo, riferendosi a tante altre sottilissime considerazioni dalla tenuta moralmente alta. Ma, quale elemento dominante, che apporta originalità, con uno spiazzante contributo di fantasia, è l'inserimento della figura reale del bambino (figura-non figura, in quanto persona in carne ed ossa), il solo in grado di cacciare le nuvole, secondo le intenzioni della somma delle figure (questa volta figure-figure) che ne affabulano il contesto.

Ultimo ma non ultimo, anzi primo è il motto dell'eloquente poesiola che, a mo' d'esergo (con dedica a Sofia ed Agata), aiuta a penetrare la fiaba. Tant'è che l'atto dell'acchiappare le nuvole esprime un correlativo significante, magari subliminale per i piccoli fruitori: il loro desiderio d'impossessarsi di quanti sogni o desideri possano trovare sede nella loro evolutiva mente.

Recensione
Literary © 1997-2024 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza