Servizi
Contatti

Eventi


L’autrice isernina, con la sua ennesima pubblicazione, fa sfoggio di una poesia proiettata nello spettro sentimentale dell’amore. Un amore che sembra sfuggirle di continuo ma nel contempo esserle di conforto alle meno ottimistiche quotidianità.

Il suo stigmatico Lamento dell’animo è perciò mitigato, deviato, trovando compensativo elisir nella forza inesplicabile eppur reale di un amore a tutto tondo, primigenio, che ricomprende le bellezze primitive della natura. Facendo di queste ultime il precipuo mezzo d’assuefazione per l’animo sofferente.

Rispetto alle sue precedenti sillogi poetiche vedrei una palese evoluzione. Il senso estetico è, rispetto a prima, arricchito da una più intuibile filosofia esistenzialista, oltreché da un verseggiare diversivo, pienamente compatibile con le premesse contemporanee d’uno scrivere in versi. Si osservano alzi d’originalità, che colorano i versi di brio, culminanti in un ritmo scalpitante, tendenti ad una nuova armonia appena appena rimica, quel tanto che basta per creare un giusto, gustoso equilibrio poetico. Eloquente in tal senso è L’album dell’animo, di pag. 43.

È chiaro che il lenimento dell'interiore sofferenza dell’autrice possa rappresentarsi efficacemente nella dimensione onirica. Il sogno è di fatto assorbente, pervadente. Perfino ingombrante. Se ne rende conto la stessa poetessa. In Solo sogno, a pag. 25 (tre versi carichi di sogno come un convoglio), lo afferma candidamente: “Più sognare non voglio | soffrire i sogni mi fanno | solo sogni essi sono”. Tuttavia capisce come non se ne possa distaccare. Non può proprio fare a meno del suo sognare! Tant’è che la raccolta termina con un componimento in cui il sogno, ancora, la fa da padrone: Sogno “In te | s’è avverato. | Magici sogni! | Quanto | la realtà nega | regalate”.

Recensione
Literary © 1997-2024 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza