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Le magiche avventure di Beniamino il cavallo bambino

Se è vero che esiste il detto che “se ne vedono di tutti i colori”, non di meno può esser vero l’asserto che “se ne leggono di tutti i colori”. Specialmente quando si tirino in ballo le favole! Già, perché, a parte le diverse estensioni agli animali-personaggi, con certi titoli che, per il relativo narrato, ne richiamano i contesti di lettura, i due libri in questione sono davvero stati scritti con una varietà di colori tale che ad ogni cromatura corrisponde la scrittura d’una favola.

Se univoca risulta essere la più compatta fiaba della faentina Guerrini (Le magiche avventure di Beniamino il cavallo bambino), in forza d’una tenuta più usa alla coerenza della parola, pur confacendosi all’apprendimento infantile; invece più diversificata e concisa è l’altra (Le favole di nonna Graziella), della Veneziana Borsatto, che ha il pregio non indifferente di rendersi ancora più vicina all’ascolto dei piccoli fruitori.

Il libro di quest’ultima presenta infatti, al di là del consuntivo titolo indice della pubblicazione, quattro ‘appetitosi’ titoli distintivi: Le ali di Gertrude; Giulietta la tartaruga veloce; Il gatto di Nicola; ed Il gallo Zamper ha perso la memoria.

La finalità morale sussiste palesemente sia nell’una che nell’altra tipologia. Anzi, a riguardo di Leonora Guerrini, a parte la doppia versione italiano-inglese, di cui il libro ne trae una bifronte impaginazione (dotato perciò anche d’un arrovesciato doppione di copertina – perché se si vuole leggere un libro partendo dalla parte opposta occorre per forza di cose girarlo sottosopra), vanta una suddivisione in ben 25 schede di lavoro, riassunte in un totale di 10 conclusive pagine, con l’aggiunta di due pagine rigate per la stesura d’eventuali note (sempre nella binaria impostazione bilingue di cui s’è detto). Col pedagogico intento d’aiutare il potenziale bambino fruitore del libro a condividere l’esperienza del familiare adulto di turno che si presti a dare la sua disponibilità.

Naturalmente – lo si sa pacificamente – un buon libro di favole (o la singola buona favola) dev’essere accompagnato da altrettante buone ed interessanti illustrazioni, capaci di colpire la fervida attenzione dei piccoli lettori, o ascoltatori che siano. E così la Guerrini, com’è proprio nella sua modalità di procedere, s’è avvalsa della professionale collaborazione dell’italo-americana Peggy Carla Vanni, sia per la doppia copertina sia per le pagine interne. Mentre la Borsatto, preferendo illustrarsi lei la copertina, ha lasciato alla discrezione di Dario Gallerani l’abbellimento dei contenuti narrativi. Il cui esito è anch’esso – come il linguaggio – molto collimante con le aspettative del suo ipotetico fruitore, adottando per la colorazione dei disegni il pastello. Metodo che ricalca la prima pratica immagine di dipingere del fanciullo.

Recensione
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