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Le parole sulle pietre

Comacchio sulle iscrizioni epigrafiche nelle chiese, nelle piazze, nelle strade, negli edifici pubblici

Se è vero che le parole sono come le pietre, perché, a volte, scagliate contro il prossimo, feriscono, nel libro in questione invece le parole sono scritte, scolpite sulla dura pietra. Ed allora, in questo caso, piuttosto che ferire, permangono impresse, perdurando nei secoli e finanche nei millenni. Sì, Zamboni e Tomasi hanno, con questa raccolta di cimeli, immortalato iscrizioni che ripercorrono la cronaca di nientepopodimeno che milletrecento anni: dall’ottavo secolo al presente, o quasi, per lo scarto di un trentennio. Usando l’indovinata terminologia dell’assessore alla Cultura del Comune di Comacchio, Alice Carli, è stata veramente “interrogata la storia” (cfr. Presentazione, p. 5).

   Ogni iscrizione è completamente documentata, schedata, fotograficamente riprodotta (da Andrea Samaritani) e, per quanto di necessario, tradotta (in genere dal latino) con la specificazione del contesto scritturale; viene puntualmente indicata l’ubicazione del suo vario (per forma o per materiale) contenitore e la data di collocazione, con tanto di misure, e lo stato di conservazione dell’intera sua struttura.  

   La notevole ricerca ed il consequenziale ottimale studio hanno impegnato, insieme agli autori, uno specialistico, sinergico entourage di collaboratori, il cui ringraziamento, per quanto succinto abbia voluto essere, è inevitabilmente dilagato in una buona mezza pagina tra le tante fittamente stillate di questo qualitativo contenitore.

   Protagonista in primis della ricerca, la città di Comacchio ha potuto dar spolvero, rigenerando onori e meriti, dalla spunta e talora dalla riesumazione d’emozionanti righe d’encomio e benemerenza, dalle sue chiese e dall’insieme dei suoi pubblici edifici, mettendo a disposizione tutti i suoi addentellati urbanistici, spiazzi, strade, stradine, vicoli.

   Sicché, tra ossidati bronzei busti ed epigrafi e tra marmoree e spesso annerite stele e lapidi, a poco a poco, con la metodica lena della paziente, certosina analisi, sono state riorganizzate le salienti tappe d’una Storia in continua ed ineludibile evoluzione, mantenendone gli essenziali, coerenti contatti tra un passato ed un presente continuamente in fuga verso un inarrestabile avvenire, altrettanto sfuggente.

   Nelle oltre duecentocinquanta pagine dell’opera, con la demarcazione in sei capitoli, sono stati fissati i cardini di Comacchio: monumenti, culto, religione, e di conseguenza, sotto altra attigua prospettiva, benefici e vescovi, nonché personaggi illustri, specialmente “buoni cittadini”, quanto meno da iscrivere negli annali della Città, celebrati e magari decantati da scrittori e poeti.

   E non poteva non risaltare, per profondità d’analisi e quantità di spazio, nero su bianco, la vera Storia di Comacchio, Storia degli Italiani, di tutti i veri Italiani: la protratta vicenda del patriottismo, dell’eroismo italiano, dal Risorgimento alla Resistenza, con approfondimenti nelle dolorose propaggini dei due conflitti mondiali, rievocando intrepide imprese, sanguinose lotte… e purtroppo le inevitabili morti di eroi caduti in battaglia e di civili trucidati in insensate rappresaglie.

   Crederei appropriato fare mia la conclusione del prefatore Andrea Alberti (cfr. p. 8), associandomi alla sua poetica intenzione, nel dire cioè che questo eccellente lavoro è testimonianza d’un atto d’amore per la città di Comacchio.

Recensione
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