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Leonora Guerrini già autrice di diverse bellissime favole, di cui I Tesori di Nonno Bebo è stata ripubblicata, in seconda edizione dalla stessa Este Edition, ora debutta con la poesia. Il titolo ed il sottotitolo sono dati più che mai esplicativi di questa sua silloge.

Se indubbiamente non c’è bisogno di spiegazioni per quanto concerne la seconda parte del titolo (Poesie e pensieri). Altrettanto certamente non è così per quel Libera, principalmente posto a timoniere del libretto. Laddove è con lampante evidenza che la costellazione d’una forma pre-poetica, data dai lucidi, assiomatici tocchi d’un pensiero sa assumere le mille pose dell’aforisma (pp. 9, 13, 17, 20, 26, 34, 40 e 44: in pratica otto componimenti sui trentasei totali), lì in un tale contesto s’immischia vera e propria poesia.

Quanto invece al significato del titolo cubitale, esso è d’un’eloquenza univoca, se lo si considera in ossimorica contrapposizione ad una metaforica "catena". Ma potrebbe anche essere che da qui nasca comunque ambiguità. Di fatto ci si potrebbe interrogare se si tratti d’una libertà politico-sociale oppure etico-interiore. Ma, già superata questa apparente equivocità, la domanda si dimostrerebbe del tutto inconsistente. Chiaramente la libertà in argomento ha le stigmate di un’introversione che inquadra un aspetto caratteriale. Poi, che coincida o meno con l’identikit della Poetessa, be’, il che richiederebbe un’approfondita verifica.

Tale panegirico per mettere a fuoco l’obiettivo della poetica dela Guerrini. Le coordinate in tal senso sono individuabili alle pp. 10 e 35, rispettivamente nelle poesie "La contessa" ed "El gaucho". Il modello di vita preso a paradigma credo sia in stretto riferimento al pietoso giallo, notiziato per parecchi mesi dalla televisione e dai giornali, qualche anno fa, inerente all’omicidio della contessa Vacca Agusta, accaduto, se ben ricordo, nella riviera ligure. Il che richiamerebbe una "libertà" alquanto "libertina" – passatemi il gioco di parole! –, espediente in grado, nelle aspettative della Guerrini, d’attirare, per inconscia rievocazione, l’attenzione del Lettore.

C’è però un risvolto dialettico, a ben guardare. Come canta la Poetessa in "Farfalle", a pag. 30, s’intuisce come la libertà sia solamente un desiderio umano, forse la necessità d’una convinzione, ma nulla più, in quanto gli uomini, così credendo, riuscirebbero a dare un qualche senso alla loro esistenza, «felici di aver volato / un giorno insieme / - e nulla è per caso».

Allora ecco il paradosso di questo tipo di poesia, che sembra stare proprio tutto nel titolo.

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