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Il libro è stato edito a cura del Comune di Massafiscaglia, luogo topografico della monografia storica in oggetto, in collaborazione con l'Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara. Il medesimo Comune, insieme alla Provincia di Ferrara, è stato il sostenitore finanziario del progetto. Gli autori  delle note introduttive e quella in quarta di copertina corrispondono, in effetti, all'Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, al Presidente del Consiglio Comunale, e al Sindaco del suddetto ente locale.

L'appendice fotografica (pp. 113-126), anticipando in copertina una delle fotografie contestuali, riproduce una ventina di situazione assolutamente indicative dell'epoca, sotto ogni punto di vista, mettendo in mostra tutti i presupposti d'una realtà in illo tempore: modo di vestire, macchine ed arnesi da lavoro, mezzi di locomozione, tipologie di attività, usi e costumi eccetera.

Anche la struttura letteraria del saggio è connotata all'insegna d'una praticità cogente la realistica situazione di quegli anni critici, riportando di sana pianta le più significative delibere comunali (pp. 69-74: Problema della costruzione delle case popolari, Approvazione Consorziale dell 'Aquedotto del Basso Ferrarese..., Stralcio del Verbale per provvedere all 'Ambulanza per trasporto malati) nonché parte del carteggio dell'Ente delle Nazioni Unite per il soccorso e la ricostruzione (Unrra).

La parte, maggiore, che tratta del periodo dalla Resistenza alla Ricostruzione postbellica, è stata curata da Anna Quarzi, presidente dell'Istituto di Storia Contemporanea. E credo che il significato più profondo stia nell'aver ripercorso l'iter storico, circa la Resistenza, attraverso la voce del popolo, con le parole di chi ha vissuto (pp. 23-34), e doverosamente citando, con ampio dettaglio civico e anagrafico, i "Protagonisti: i partigiani massesi" (pp. 35-40). Soprattutto con l'elenco di quanti "Dalle guerre non tornarono più" (pp. 41-47) guerre coloniali, e le due mondiali, non escluso il conflitto civile spagnolo del 1936.

Mentre la residua, ma non per questo meno importante, relazione sulla Riforma Agraria del '50, è stata attentamente curata avendo riguardo al clima ed al territorio, all'economia, al tenore di vita, alla cultura, deficitariamente impartita (pp. 74-84), a "Le rivendicazioni contadine" (pp. 84-87), all'interesse prestato dall'amministrazione comunale circa le problematiche di fondo (pp. 87-95), all'indicazione delle aziende «che l'Ente per la Riforma del Delta Padano creò sul territorio comunale» (pp. 95-99). Naturalmente, il tutto è coerentemente supportato da eloquenti grafici e da specifiche tabelle statistiche.

Recensione
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