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Catalogo in summa (cm. 24 x 28, senza imposizione di prezzo di copertina ma con la proposizione di porlo in vendita, nelle librerie e presso le rivendite istituzionali del committente comune di Argenta, a 20,00 €), contenitore in toto delle unità della quadreria comunale e del c.d. “sistema ecomuseale” del comune di Argenta. Intendendo, come proposta ecomuseale, gli elementi storico-antropologici del territorio in questione.

Oltre al Comune di Argenta ed i relativi Museo Civico ed Ecomuseo, titolari di diritto dell’iniziativa, hanno contribuito al progetto, la Provincia (Ferrara), il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Emilia Romagna (Istituto per i beni artistici e naturali), “Ferrara terra e acqua” e l’immancabile Fondazione Carife-Cassa di Risparmio di Ferrara.

All’ampia introduzione del ponderoso catalogo, a parte la presentazione di routine del sindaco Giorgio Bellini, hanno cooperato, con effettivo apporto saggistico-documentale, l’assessore di pertinenza (cultura, musei e turismo) Adamo Antonellini (Dalla Pinacoteca al Museo Civico. Utilità, concetti e funzioni); la direttrice del sistema ecomuseale in oggetto, Nerina Baldi (L’evoluzione delle raccolte e gli apporti scientifici); Rita Cassani (Dalle visite pastorali del Seicento: novità su due opere della quadreria argentana); ed Angela Ghinato (Il tempo e la gente nei documenti. Fonti e storia per Argenta e il suo territorio). Quest’ultima, a conclusione di un sì esaustivo lavoro non unicamente espositivo-illustrativo ma altresì di ricognizione, è stata pure curatrice di una scheda bibliografica inclusiva degli anni 1751-2008, più di duecentocinquant’anni di letteratura su Argenta e sue frazioni (Per ricostruire la memoria: bibliografia argentana). Va ulteriormente precisato che la Ghinato ha avuto, nel complesso, ruolo primario, di curatrice dei testi, di coordinamento e di revisione editoriale.

La raccolta è naturalmente completata, ad opera dell’assessore Adamo Antonellini e dal supporter fotografico Sergio Stignani, da un duplice apparato iconografico, rigorosamente a colori. L’uno per la Pinacoteca, pp. 51-96. E l’altro per la Sezione archeologica, pp. 159-176.

Le schede sull’apparato artistico sono state curate da Giordano Viroli, pp. 97-132, con annotazioni indicative dell’artista, del significato iconico, della struttura e delle vicende storiche circa le singole opere, più il supporto bibliografico, ancora, di Angela Ghinato.

Mentre la schedatura, a precedere, della sezione archeologica (Sezione archeologica. Evoluzione degli insediamenti – schede) è stata intelligentemente curata da Chiara Guarnieri, pp. 139-158, coadiuvata dai disegni di Riccardo Merlo e di Daniela Villani. La medesima Guarnieri ha introdotto il suo lavoro esplicativo dando un resoconto dinamico su L’apporto della ricerca archeologica alla storia di Argenta e suo territorio, alle pagine 133-138, avvalendosi di complementi documentali riprodotti dall’Archivio di Stato di Ferrara.

Sottolinea eloquentemente l’assessore Antonellini (p. 11) che «il catalogo oggi non si ferma alle raccolte esposte ai muri e nelle vetrine, ma va oltre: con lo “scavo” archivistico e la mappatura archeologica restituisce memoria e, soprattutto, interagisce con la cittadinanza dell’oggi e le sue forme espressive di bisogni, aspettative e progetti per il domani». Io aggiungerei, con specifico riferimento alla sezione archeologica, che oltretutto è un ottimo strumento, se non di pubblicità, almeno di conoscenza per i non-cittadini, affinché possano apprendere un ulteriore spezzone di storia, di civiltà e di costume, della penisola italiana.

Recensione
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