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La poesia “Capace di volare“, con la quale Maria Rosa Gelli si è aggiudicata il Premio Letterario Internazionale A.U.P.I. (Albo Ufficiale Poeti-Pittori Italiani) 2007, che nella presente silloge è collocata a pag. 21, è il dentello che ha fatto da mossiere all’ingranaggio editoriale della raccolta medesima. E non è, certamente, questa, un’opera prima. Anzi, si può dire che si tratti di una conferma, per quanto riguarda il rapporto che la scrittrice ha con l’editoria, anche al di là del suo consolidato impegno pubblicistico.

Titolo di facile lettura, che lesina sul significato dei contenuti, per cui chiunque, potenziale lettore, si soffermi sulla copertina ne ricava con pienezza l’idea primaria, senza procedere a pindarici voli di fantasia ricostruttiva.

Sobria è anche la dedica (A mia madre), con la quale l’autrice si proietta nella performance dei versi.

Ed è esattamente nei suesposti presupposti che la settantina di componimenti si schiudono all’occhio dell’utente. Rendendo ragione al titolo del libro, il contesto si presenta come un’assortita serie di ’note di diario’ o altrimenti quali vere e proprie ’lettere d’amore’, ora prospettandosi nella tal forma ed ora nella talaltra. Nella prima ipotesi il soggetto chiaramente operativo e funzionale è l’Io dell’autrice, che non si nasconde dietro nessuna maschera altra dalla sua autobiografia. Nel secondo caso, invece, sono confezionati versi puntualmente rivolti ad un alternativo destinatario sempre referenziato, direttamente sollecitato dal sentimento amoroso.

La struttura è quella dell’unica, compatta strofa, ma nient’affatto sintetica, quasi sempre. La rottura della strofa è, solo in un paio di fattispecie, leggibile in filigrana. A pag. 19, dopo il sesto e dopo il dodicesimo verso, sono i punti a dettarne lo stacco, laddove il terzo, il quinto ed il nono iniziano con lettera maiuscola senza che sia provocata, nel verso precedente, dal relativo punto. Mentre, a pag. 23, succede il contrario. Il decimo verso, che inizia con la maiuscola, sembrerebbe aprire una nuova strofa, se si considerasse che il precedente nono verso finisce senza il sostegno del punto, quando, nella medesima composizione, tutte le altre iniziali maiuscole sono sempre precedute dal punto.

Recensione
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