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Porte d’amore

Riccardo Roversi, giornalista ed autore d’un numero rilevante d’altre interessantissime pubblicazioni che spaziano dalla poesia alla narrativa, dalla saggistica alla miscellanea, spessissimo caratterizzate da una manifesta ironia talora non scevra di comicità, con la sunnominata opera, della quale è anche coeditore, letteralmente colora il cuore degli amanti di tutti i tempi. Non per niente nel sottotitolo si legge: Il libro di San Valentino, che, festeggiato il 14 febbraio, com’è palesemente risaputo, è giustappunto il patrono degli innamorati.

Ed i cuori li colora in più salse.

A partire dal rosso della passione a tutta copertina, prima e quarta, recante un fotomontaggio esattamente d’un cuore rosso-sangue-vivo.

Ed a colori sono tutte le fotografie delle porte che costellano il libro («porte chiuse, sbarrate, murate, dimenticate, che un tempo conducevano ad ambienti oggi abbandonati al loro destino […] dalle quali non entra né più esce nessuno, sono i prediletti luoghi di ritrovo degli innamorati. / E su quelle porte gli innamorati hanno lasciato testimonianza dei loro amori: a volte felici e a volte disperati. / […] porte d’amore che ancora recano scritte poesie appassionate e tormentate, voci di gioia e di dolore. Comunque parole d’amore», cfr. p. 4), che l’autore ha personalmente rintracciato a Ferrara (dov’è nato, vive e lavora) e fotograficamente immortalato nel recente autunno.

Inoltre, con colorazione diversa, in sintonia con un’arlecchinesca adiacenza del carnevale, sovrapposte alle tante porte sono collocate le parole che degnamente manifestano inequivocabili stati d’animo, emozioni sempre forti, disappunti, delusioni e disperazioni, imprecazioni ed altrettanti farfallini brodi di giuggiole, ottundenti amoreggiamenti, dediche, scritte romantiche tutte dell’autore, frasi poesie giovanili ed inedite oppure più mature e già apparse in altre pubblicazioni, cfr. pp. 44.

Sinossi di versi senza presunzioni né metriche né più genericamente stilistiche. Componimenti peculiarmente graffianti, raramente banali, che lasciano uno strascico nella sensibilità del fruitore. Composizioni contraddistinte dalla loro laconica, spesso didascalica essenza amorosa, che pur nell’originale, inusuale forma e linguaggio inquadra senz’alcuna problematica interpretativa le più variegate espressioni d’un sentimento a volte sublimemente infuocato, cotto, pazzo d’amore ma in prevalenza dall’opposto tono deluso, scocciato, scioccato, frustrato, tradito… interdetto.

Soprattutto, è un‘opera rara che, in forza della suddetta costellazione di cromatismi, ravviva la vista prim’ancora che la lettura. Una chicca fatta ad analoga misura d’un estemporanea idea che sappia conquistare… il cuore di chicchessia, innamorato o non.

Recensione
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