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Dano, anagraficamente Eridano Battaglioli, grazie a quest'ultima raccolta intitolata Selene, continua la sua ricerca di perfettibilità poetica.

Ricerca che s’è fatta ormai, non tanto stilistica, ma essenzialmente tematica, nel senso d'ampliamento delle sue tappe ispiratrici. Di fatto al nostro poeta ferrarese, da diverso tempo, è da riconoscergli un proprio identificativo stilema, che lo rende visibile al di là della firma. Suoi caratteri salienti sono: [1] la strofa unica [2] impressa in pochi, taglienti versi; [3] la struttura, impostata all'alternanza pedissequa di un verso lungo ad uno breve, dimezzato rispetto al precedente, che ben si raffigura in un'icona tecnica definibile "pettinella". Tutti elementi più volte indicati nelle mie analisi circa le sue raccolte.

Quanto all'ampliamento delle tematiche trattate, è un fatto che risalta in maniera piuttosto concreta e palese, nel soppesare i contenuti, fotografico e linguistico, dell'ultima silloge. Contenuti che, nel raffronto tra il primo, che precede (sempre a pagina pari), ed il secondo, la poesia di riferimento (a pagina dispari), danno un rapporto di 2,4 a 1 a favore del secondo. Vale a dire che [1] all'incirca per ogni 2 o 3 poesie corrisponde un'unica fotografia; che a sua volta [2] non sempre i contenuti poetici sono manifestabili tramite supporto fotografico; e che, quale ulteriore conseguenza [3], gli argomenti prevalenti, che quanto meno ne doppiano il rapporto, sono quelli interiori, o, per meglio dire, di natura psicologica.

Ciò conforta un trend progressivamente discostato rispetto al modello, materiale e concreto, delle prime pubblicazioni. Si prende atto, in buona sostanza, di un Dano sempre più tendente alla spiritualità, non della forma – ripeto –, bensì dei motivi che ne smuovono l'estro.

Finale conseguenza d'un così esuberante innesto di spiritualismo nell'originaria forma mentis da cui nasce la poetica, palpabile o tangibile, idea di Dano, forgiata sulla materiale fisionomia delle persone (dedicatoria) e sull'altrettanto materico richiamo della Natura, è la segnatura d'una sorta d'oppositiva manifestazione della realtà. Una sublimazione, come avviene della materia, quando, dallo stato solido, passa drasticamente a quello gassoso. Il titolo del suo nuovo libro ne è complice al 100%: Selene – una luce eterna. Dichiarazione d'un umano, materno amore, ora vissuto nel godimento della genuina, veritiera metafora della perenne luce… lunare – ogni volta che in cielo appare la luna, negli occhi del poeta appare sua madre. Qui è la rimembranza, contornata dall'alone della fulgida luce della luna, avvolgente un fisico, umano passato, a connotare questa nuova tipologia poetica di Dano.

Recensione
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