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Vittorio Gatti, professore di Omeopatia nonché presidente dell’Associazione Omeopatica Bresciana, a quanto pare, da ciò che emerge dall’attenta lettura del saggio in disamina, al di là della sua elettiva materia d’insegnamento, ha un ulteriore profondo interesse per i testi evangelici. È specialmente dalla versione sinottica (i vangeli di Luca, Marco e Matteo) che sa trarre le più accurate osservazioni.

Nonostante siano presi ad oggetto passi celeberrimi del vangelo, nell’insieme vi sono elementi esegetici che sorpassano la puntualità. Si tratta sovente d’un’originalità capace d’apportare una ventata di metodica, calibrata, ponderata novità. O, se non altro, di un’analisi aggiunta, che calza a pennello quale elemento complementare di più note versioni interpretative. Non sono certamente, le Sue, soluzioni scontate e men che meno trite e ritrite.

Altra notevole e palese qualità dell’Autore è la cultura superiore che sa esternare nell’atto fondamentale dello scrivere. Il che rende una volta di più appetibile l’opera. Nell’Antefatto, dal quale Egli esordisce presentando il lavoro, pur nell’uso improprio dell’attributo, che meglio immedesimerebbe una premessa di tipo strettamente narrativo piuttosto che saggistico, il lettore viene letteralmente catturato dall’amena metafora della “spigolatura”. Ed è perciò reso in pieno il senso del titolo, anche nella sua seconda, ripetitiva accessione (Curiosando tra le penombre), che peraltro non appare in copertina.

Nel commento dei brani selezionati si evince, senz’ombra di dubbio, chiara fede in Cristo, uomo e Messia. Cosa che invece non sembra corrispondere affatto nei confronti dell’istituzione Chiesa. L’impressione è che, al contrario, nei confronti dell’organizzazione ecclesiastica, intesa nella sua stratiforme configurazione, l’Autore nutra persino un certo astio, talora. Lo si deduce dall’acidità di certe contestuali note, secondo il mio modesto parere, fin troppo drastiche, all’eccesso. Voglio chiarire che anch’io, cristiano credente, non sempre condivido l’operare della Chiesa. Ma quando si esagera si esagera!

Altro punto dolente, emulo di un Savonarola, è il risentimento socio-politico che si ripercuote sulla società in generale, a partire dai singoli cittadini e giungendo ai vari enti collettivi, istituzioni in primo luogo. Ma la critica più esasperata è senz’altro nei confronti di certa politica, dal Gatti sommariamente definita "catto-comunista". Non è certo l’uso di tale neologismo che mi sorprende bensì l’esprimere apprezzamenti a senso unico. Parrebbe quasi che la suddetta analisi, evangelica, sia finalizzata ad uno scopo precipuo, che esula assolutamente dal piano religioso. Un peccato, perché implica una valutazione che non può che distorcere il vero valore di un’opera che, se purificata dagli elementi ipercritici, sarebbe davvero degna di lode.

Recensione
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