Servizi
Contatti

Eventi


Imperterrita, continua la duplice ricerca, fotografica e poetica, di Dano, poeta dal cuore, al di là degli ordinari sentimenti umani, ormai connaturato alle mediate, meno dirette, movenze afferenti l'elementare mondo della primigenia natura. È, di fatto, sempre l'incontaminato ambiente bucolico, talora vallivo lagunare talaltra marginale fluviale prestato dalle sponde del Po, a dettargli l'icastica, figurativa, ipersensibile ispirazione artistica che lo contraddistingue.

Peraltro, al progressivo miglioramento della tecnica fotografica (non solo connessa alla normale crescita tecnologica in materia, dovuta all'aggiornamento degli strumenti fotografici, ma altresì all'indomita tenacia speculativa dell'artista) s'accompagna un netto miglioramento della tecnica poetica, percettibile pubblicazione dopo pubblicazione. Si tenga presente che quest'autore vanta un curriculum d'opere edite a due cifre. Ci ha abituati ad ammirare, nella lettura e nella più stupita osservazione visiva, i suoi libri in una sorta d'immancabile appuntamento con cadenza annua.

Circa la fotografia il miglioramento è palese in una più tersa visibilità, ancora più cristallina, ed in un risalto cromatico ulteriormente esaltante la fenomenologia arborea ma specialmente erbacea colta ad arte da un obiettivo magistralmente usato.

Mentre relativamente alla poesia stricto sensu, il miglioramento è da ascriversi ad una serie di oculate concomitanze. Intanto, v'è stato il definitivo sorpasso della tematica restrittivamente legata all'ambito naturistico, con allargamento ai fenomeni d'interesse sociale e umanitario, propri di un'attualità di massa: la guerra, la fame... Il sensibile componimento dedicato a Marco Biagi, a pagina 53, ne è la prova lampante.

La maturità del linguaggio denota altrettale, inevitabile crescita del poeta Dano. Il vocabolario s'è notevolmente ed eloquentemente ampliato.

Ed in generale, ciò che ne caratterizza in senso più stretto lo stile è, nell'insieme, indicativo dell'evoluzione sostanziale di Dano nel suo modello poetico-esplicativo. Nell'ultima mia analisi su di lui (cfr. PdV n° 45 del 2005, pp. 191-192) già rilevavo un'acquisita unità formale, segnata dalla duplice invariabilità, monostrofica (di una poesia sostenuta da un'unica strofe) e quantitativa, circa il numero dei versi, sempre corrispondente a quindici. Inoltre notavo la costruzione di una sintesi metrica alterna mediamente scandita da due-tre sillabe. Ebbene, quest'ultimo lavoro indica una sua nuova posizione formale. Ferme restando le prime caratteristiche, il fattore bi-trisillabico s'è fissato nell'alternanza d'un accresciuto verso di cinque-sei unità sillabiche piuttosto che meno. Verso, quest'ultimo, prevalente rispetto all'altro, in quanto apre e chiude la strofa, incastonando di conseguenza il verso più breve.

Eh sì, Dano non finisce mai di stupire! Il suo spirito di poeta autodidatta si sta, volta per volta, affinando in un quid veramente unico. Soprattutto dimostra d'essere una consapevole entità in evoluzione.

Recensione
Literary © 1997-2024 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza