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Quest'opera prima, poetica, di Raffaele Meloncelli offre uno spunto dedicatorio, soprattutto con reiterato riferimento al nonno, alla nonna, ma anche alla moglie. Da quest'ultima spigolatura la dedizione si fa vera adulazione. Bisognerebbe dire che più che dediche il Poeta esprime, tramite i versi, adorazione, amore nella sua più celebrata elevazione spirituale – cfr. "Le stelle e il buio", pp. 6-9; "La terra nelle mani", p. 10; "Tic-tac (guerra)", pp. 11-13 con nota a p. 39; "A mia moglie", p. 27; "Fino alla fine", p. 30; "Un'altra poesia", pp. 31-32; "Nives", pp. 37-38. Altre dediche sono rivolte alle sue bestioline domestiche, "A Chicco" e "A Nerina", pp. 33-36.

Nelle suddette performance, la dimensione trovata (a mio parere volutamente cercata) dall'autore nella sua amorevole-amorosa, parossistica poesia degli affetti è quella della retrocessione in una ridondante effusione, nell'esaltazione dei relativi sentimenti fanciulleschi (cfr. ne "Le campane in festa": «Nella voce dei bambini | sento la mia vita; ...un bimbo | lontano | si consuma | e si spegne | oggi e a Natale», pp. 22-23), rendendo il timbro talora d'una palese semplicità (cfr. ancora "Fino alla fine" e "Un'altra poesia", pp. 31-32).

Ulteriore nota critica, ben più importante, si riferisce alla portata interiore, e nel contempo, esteriore, preannunciata con coerenza nel titolo della silloge. Una farfalla (volo della metafora del poetare) nel cuore. Poesie (e quella che è presentata come metafora ora è realtà) dall'anima: il cuore e l'anima del poeta si tendono la mano in un icastico connubio ribadito, quasi trito, nella complessità della raccolta. Spesso appaiono gli avverbi "addosso" e "dentro" vicinissimi nei versi, ad indicare proprio la consistenza sentimentale del cuore e la spirituale movenza dell'anima.

In Occhi (p. 26) si assiste ad un esperimento esteso alla totipotenza dell'aggettivazione, con l'uso di ben quarantacinque aggettivi per definire la polivalenza d'emozioni ispirate dalla sentimentalità probabilmente della sua donna. "La vita", p. 17, e l'ultima strofe della già citata "Nives" (un cuore di carta e pittura | chiuso in questa cartolina che | è la vita), assurgono a campione d'una poesia alquanto impegnata. Qui cuore ed anima del poeta abbracciano quei ponderosi risvolti filosofici dell'esistenza.

Recensione
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