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Cosa deve aver provato Silvio Pellico, durante la sua prigionia? Beh, ne siamo più o meno a conoscenza, attraverso i suoi scritti... Ma intimamente, scosso dai suoi amori, dalle sue amicizie e dalla situazione sociale che ne aggravava ancor più la già compromessa salute... Cosa pensava? Come viveva? Cristina, il suo primo amore; Gegia, un'altra persona a lui carissima... Per non parlare di Piero, Federico Confalonieri e molti altri...

La vita dell'800, vista attraverso gli occhi di uno scrittore (fragile e sensibile, tenero e provato, che ha vissuto una vita difficile e colma di insidie dovute all'impero vigente) si apre ai nostri occhi in uno scenario in grado di farci piombare in quel periodo discusso e discutibile.

La sottile e mirata scrittura della Contilli ci offre, nuovamente, lo spunto di riflessione su uno scenario storico così denso di attrattive come quello dell'impero austro-ungarico.

Pagina dopo pagina, sale nel lettore la voglia e l'esigenza di andare a riprendere i testi di scuola, i libri del Pellico, e indagare più a fondo la storia di un personaggio di tale levatura. Cresce la sete di sapere per pura curiosità. Questo è un testo consigliato soprattutto agli adolescenti che così poco sanno della storia recente della nostra Italia, una storia che ha portato noi ad essere ciò che siamo...

Recensione
Dalla prigionia nello Spielberg al ritorno alla vita
saggistica 
Autori
Cristina Contilli
Edizione:
Giovane Holden Edizioni
Viareggio 2008

Introduzione e bibliografia ragionata dell’autore - pp. 56
prezzo: € 5,00

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Literary nr.2/2009
 

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