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Cosa deve aver provato Silvio Pellico, durante la sua prigionia? Beh, ne siamo più o meno a conoscenza, attraverso i suoi scritti... Ma intimamente, scosso dai suoi amori, dalle sue amicizie e dalla situazione sociale che ne aggravava ancor più la già compromessa salute... Cosa pensava? Come viveva? Cristina, il suo primo amore; Gegia, un'altra persona a lui carissima... Per non parlare di Piero, Federico Confalonieri e molti altri...

La vita dell'800, vista attraverso gli occhi di uno scrittore (fragile e sensibile, tenero e provato, che ha vissuto una vita difficile e colma di insidie dovute all'impero vigente) si apre ai nostri occhi in uno scenario in grado di farci piombare in quel periodo discusso e discutibile.

La sottile e mirata scrittura della Contilli ci offre, nuovamente, lo spunto di riflessione su uno scenario storico così denso di attrattive come quello dell'impero austro-ungarico.

Pagina dopo pagina, sale nel lettore la voglia e l'esigenza di andare a riprendere i testi di scuola, i libri del Pellico, e indagare più a fondo la storia di un personaggio di tale levatura. Cresce la sete di sapere per pura curiosità. Questo è un testo consigliato soprattutto agli adolescenti che così poco sanno della storia recente della nostra Italia, una storia che ha portato noi ad essere ciò che siamo...

Recensione
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