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Cristina
Contilli prosegue nella sua scrittura a utilizzare sfondi di epoche trascorse di
sicura suggestione e fascino.
La Francia
napoleonica diventa per l'autrice un ideale teatro dove allestire una trama
d'amore, sapientemente intrisa da tutti quegli elementi che caratterizzano il
feuilleton d'oltralpe: non mancano intrighi, colpi di scena e ribaltamento di
ruoli e situazioni. Con una
particolare attenzione all'ambientazione storica, in cui comunque non indugia
troppo, l'autrice trova nella forma del dialogo serrato, inframezzato da
pochissime descrizioni, la sua maggiore forza.
I suoi
personaggi sono realmente esistiti e appartenevano alla migliore società del
loro tempo; Cristina Contilli ci permette – attraverso il libro dove sono
impressi anche i loro veri ritratti – di immergersi in una dimensione insieme
fantastica e realistica che rende agile la lettura. La particolarità
del suo lavoro è quella di trasferire in un altro contesto storico una certa
spregiudicatezza tutta femminile nell'affrontare temi scottanti, come l'aborto e
la prostituzione.
Le donne dei
suoi romanzi (che comunque sono da considerarsi come appartenenti ad un corpus
unico e non indipendenti l'uno dall'altro) sono sensibili e tenaci, volenterose
e terribili nello stesso tempo.
La Contilli
obbedisce alle regole del feuilleton, garantendo una scorrevolezza notevole
nella lettura, nella quale si ravvedono escamotage narrativi propri del genere e
che invitano il lettore ad attendere con piacere un nuovo capitolo della storia
di questi personaggi che man mano sono diventati per lui consueti e familiari.
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Recensione |
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Alain e Juliette. Una storia d’amore nella Francia dell’epoca napoleonica
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narrativa
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| Autori |
| • | Cristina Contilli |
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Edizione:
Stampalibri.it
Macerata 2008 |
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| In copertina:Rritratto del conte Alain de Soissons - pp. 194 |
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| Recensione a cura di |
| • | |
Pubblicata su:
Literary nr.10/2008
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