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Cristina Contilli prosegue nella sua scrittura a utilizzare sfondi di epoche trascorse di sicura suggestione e fascino.

La Francia napoleonica diventa per l'autrice un ideale teatro dove allestire una trama d'amore, sapientemente intrisa da tutti quegli elementi che caratterizzano il feuilleton d'oltralpe: non mancano intrighi, colpi di scena e ribaltamento di ruoli e situazioni. Con una particolare attenzione all'ambientazione storica, in cui comunque non indugia troppo, l'autrice trova nella forma del dialogo serrato, inframezzato da pochissime descrizioni, la sua maggiore forza.

I suoi personaggi sono realmente esistiti e appartenevano alla migliore società del loro tempo; Cristina Contilli ci permette – attraverso il libro dove sono impressi anche i loro veri ritratti – di immergersi in una dimensione insieme fantastica e realistica che rende agile la lettura. La particolarità del suo lavoro è quella di trasferire in un altro contesto storico una certa spregiudicatezza tutta femminile nell'affrontare temi scottanti, come l'aborto e la prostituzione.

Le donne dei suoi romanzi (che comunque sono da considerarsi come appartenenti ad un corpus unico e non indipendenti l'uno dall'altro) sono sensibili e tenaci, volenterose e terribili nello stesso tempo.

La Contilli obbedisce alle regole del feuilleton, garantendo una scorrevolezza notevole nella lettura, nella quale si ravvedono escamotage narrativi propri del genere e che invitano il lettore ad attendere con piacere un nuovo capitolo della storia di questi personaggi che man mano sono diventati per lui consueti e familiari.

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