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Superficialmente il Medio Evo viene considerato come un periodo storico buio, reazionario, da usare spesso come monito negativo nel linguaggio comune, per identificare un luogo del tempo in cui hanno germinato superstizione e involuzione.

Nel romanzo di Trapuzzano invece l'ambientazione medioevale rende giustizia a un'epoca che è stata ricca di scoperte e sviluppo intellettuale, anche se travagliata da conflitti e pestilenze e dove la cultura era trasmessa tra corti e fedui, e non era certo appannaggio di un popolo “basso” affaticato da guerre e pestilenze.

Il Medio Evo è stata un'età contraddittoria ma fautrice di idee e lotte – basti pensare alle crociate – che hanno preparato l'Europa moderna e gli spiriti nazionali; l'autore nel raccontarci la storia del principe di Santa Croce ci introduce a quegli ideali che hanno animato la storia, riferiti al riconoscimento e alla salvaguardia delle proprie radici.

La prosa di Trapuzzano, chiara e diretta nell'affrontare una trama dai molti personaggi, è perfetta per esplorare tutte le potenzialità del romanzo storico, garantendo alla narrazione uno sviluppo avvincente e allo stesso tempo didattico; l'io narrante del principe Basileo, figura carismatica e positiva che raccoglie in se il meglio del periodo in cui vive, accompagna il lettore in una Italia frammentata da cogliere attraverso il viaggio e l'incontro con figure rappresentative del periodo.

La particolarità e il miglior pregio del romanzo stanno nella precisione del racconto e nella credibilità delle descrizione e della linea temporale degli eventi, anche se la caratteristica degna di nota è proprio il protagonista e la sua dignità di cavaliere e di umile servitore di Dio, attraverso anche la sua capacità curatoria.

La dottrina delle erbe medicamentose, quell'insieme di saperi misto a superstizione, è un aspetto che Trapuzzano analizza bene insieme alla figura del protagonista: un giusto del tempo, al servizio della Chiesa e degli altri.

E il tempo presente suggerito dall'autore al protagonista, garantisce una narrazione schietta e sicuramente vicina all'attualità, tanto da non far percepire il principe Basilius al lettore come una figura lontana, bensì una creatura a noi vicina, estremamente viva come l'eco del periodo in si rappresenta la sua storia.

Recensione
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