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Michela Torcellan descrive nei tre racconti che compongono Dietro la facciata una Padova complessa nella sua apparente, illusoria staticità borghese. E' proprio nella porzione benestante e apparentemente appagata della società che Michela Torcellan ambienta le sue tre storie che colpiscono per la lucida e implacabile attenzione con cui sono narrate.

L'occhio dell'autrice è implacabile nell'indagare situazione scabrose e complicate che lei stessa inventa per poi ripercorrere a mò di detective, facendo riemergere da una prima provvisoria trama numerosi spunti che ribaltano la situazione iniziale.

La dimensione erotica, la tensione sentimentale prima ancora che sessuale è un determinante leit motiv che Michela Torcellan identifica come strumento di indagine attraverso il quale è possibile arrivare alla verità, quella spesso tumefatta in parziali abbozzi che ne celano la vera necessaria struttura.

Così l'intimità dei personaggi ha modo di palesarsi al lettore che ne viene sorpreso e mai annoiato, sullo sfondo di una Padova asettica e irreale, fino al momento della sua vera, penetrante scoperta.

La scrittura di Michela Torcellan si muove infatti a mò di cuneo nella forma della città, attraverso i suoi protagonisti ben descritti nella loro concreta interiorità, forse eccedendo troppo nella versione caricaturale degli stessi nel primo racconto, “il caso Carlevaris”.

Nel secondo, “la lippa”, l'indagine assume i contorni di una ricerca sociale e storica attraverso i dolorosi anni 70, mentre nel terzo racconto “la mia più cara amica” la dimensione fisica e sessuale viene maggiormente evidenziata in tutto il suo turbamento, facendo risultare questo titolo come il più riuscito.

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