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La consistenza
umana del divino inteso come eternità superiore e contingente alla dimensione
umana è l'argomento del saggio di Guido Pagliarino, teso ad esplorare le
differenti accezioni che nel corso della storia hanno contraddistinto il
rapporto tra spirito e condizione empirica dell'uomo.
Pagliarino
introduce il concetto di “umanità” del Dio cristiano sottolinendo importanti
differenze tra questo e il sommo divino tracciato in filosofia dagli apologeti
del cristianesimo (Sant'Agostino e San Tommaso d'Aquino) e dai grandi pensatori
precedenti come Aristotele, Platone e Plotino.
L'autore precisa
che la peculiarità del cristianesimo è proprio nella essenza umana di Dio,
tratto non riscontrabile nelle altre religioni dove il Bene assoluto è anche
fautore del distacco tra cielo e cose terrene, e dove la redenzione avviene
tramite l'espiazione della propria corporalità.
Per Pagliarino
Dio è forza che muove e alimenta il creato con volto umano attraverso la kenosi,
ovvero l'abbandono della prerogativa divina per concepirsi uomo nella piena
accettazione del risvolto cruento e insieme salvifico della venuta del Cristo.
L'autore compie
dunque un viaggio di confronto e riflessione dall'antichità a oggi (in una
attualità che come dice Pagliarino, ha veramente poco di cristiano) analizzando
scismi religiosi e le risposte della fede alla scienza e alle neuroscienze; il
collegamento con la filosofia platonica è d'obbligo ma Pagliarino si spinge
oltre proponendo una visione netta rispetto alla sostanza divina e al suo
principio nell'uomo.
Dio non si è
fatto uomo ma è uomo.
Dall'analisi dei
testi degli apostoli e dalla teoria filosofica l'autore traccia un percorso che
lo porta ad affermare la socialità del Dio cristiano, e a interpretare la
Trinità come un valore superiore rispetto alla concezione del suo mistero; per
Pagliarino “il Dio cristiano non è solo trinità (...) ma è Unico perchè è
unico amore (...) di cui immagine terrena, sia pur pallidissima, è l'amore
solidale , sintesi unica (...) nella casa una e comune d'ogni riuscita famiglia
umana”.
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