Servizi
Contatti

Eventi


Giancarlo Micheli costruisce una trama singolare, sospesa tra storia, mito e misurata invenzione. La figura di Giacomo Puccini viene ricostruita attraverso un racconto che ne esalta l'universo più intimo con le sue contraddizioni e il suo genio; parla della sua famiglia e del legame affettivo con persone carnali che riecheggiano quelle che vivono nelle sue opere.

Un riflesso nella personalità del Maestro che Micheli riesce a costruire con abilità, introducendo nella narrazione elementi storici frammisti a una costruzione immaginata della trama che evidenzia il gusto dell'autore verso una rivisitazione della memoria che nella pagina diventa la viva matrice dei personaggi; personaggi che non sono i soli protagonisti, posti come sono in uno scenario e in una ambientazione che fedelmente ricalca, anche nell'utilizzo del linguaggio (in diverse parti, un deciso versiliese) la vita del tempo.

Particolare attenzione pone il Micheli nel tratteggiare figure che attorno al Maestro recitano un ruolo di primo piano e non comprimario, con una acuta ispezione psicologica che concede a loro un ampio respiro di partecipazione e commozione.

“E pensava che l'amore è la potenza e il negativo del potere (....) cenere al prezzo del desiderio, questo è il potere; e pensava Don Giuseppe, il male.”: la scrittura dell'autore è densa, appassionata seppure nell'apparente distacco e ricorda i moduli narrativi del verismo italiano intinti in una eleganza formale propria del gusto francese.

Grazie alla capacità del Micheli di offrire al lettore una trama non banale e non agiografica – riferendoci alla figura di Puccini – si assiste alla creazione di un romanzo davvero interessante, da cui viene bandita ogni retorica e si mantiene intatta l'attenzione nel seguire la vicenda di ogni personaggio, ben inserita nel contesto principale.

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza