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In questa loro ulteriore
prova di scrittura “a due voci”, che pur mantiene nella divisione in due
sezioni distinte l’autonomia dei due percorsi autoriali, Alberto e Dalila
Liguoro confermano le caratteristiche peculiari della loro poetica, già rese
note al lettore dai precedenti libri a doppia firma, Poesie e Gli spari
del destino.
Alberto Liguoro prosegue
nella sua graffiante lettura del presente, attraverso una ironica
sovrapposizione di generi e stili differenti. Egli intermezza episodi
narrativi con frammenti di poesia visiva e “sketch” (potremmo proprio
chiamarli così!) brevissimi che portano alla ribalta l’incessante, vibrante
dibattito tra l’autore e realtà esterna, in cui si camuffano vecchi e nuovi
paradossi.
Dalila Liguoro alimenta
invece in maniera assai consapevole il suo gusto per quegli escamotage
sensoriali che le permettono di trasferire nella sua poetica “la conoscenza
del mondo dalla sua superficie”; l’autrice “tocca”, “ascolta”, “annusa” una
realtà che è di fatto imperscrutabile e fatalmente illusoria, dove
l’evanescenza troneggia palesandosi come necessità concreta e ineluttabile.
“A saziarmi è la vita | e
la sua consistenza” dice l’autrice che nella sua scrittura formalizza
la necessità di un ulteriore senso che prolunghi gli altri verso una più
duratura e profonda vertigine emozionale; allo stesso modo Alberto Liguoro
fomenta una discussione continua, un confronto costruttivo con la sua
scrittura in movimento, fornendo al lettore ulteriori spunti di riflessione.
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Recensione |
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Eureka
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narrativa
poesia
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| Autori |
| • | Alberto Liguoro |
| • | Dalila Liguoro |
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Edizione:
Ismeca
Bologna 2010 |
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| In copertina “Urlo silente“ di Dalila Liguoro - pp. 106 |
| prezzo: € 12,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.7/2010
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