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La poesia di Enzo Villani è contaminata da un senso esotico e da un gusto carnale che si esprime con forza in un verso brevissimo, intenso quanto il titolo. I girasoli bruciati sono una metafora efficace del gusto ostinato di vivere, della capacità di affondare pienamente nelle sensazioni traendo da esse quella linfa capace di diventare poesia.

L'amore, le sue voluttà, il viaggio e i suoi paesaggi sono i temi dominanti nella lirica di Enzo Villani che sfodera una grande facilità di espressione e una felice brevità, tale da mantenerne la sagacia e l'estrema nitidezza.

Nell'autore la chiarezza formale, nello stile e nel linguaggio, diventa caratteristica peculiare della propria versificazione; Enzo Villani non ha timore di trasmettere il suo pensiero alla stregua di un epigrammista dei nostri giorni. “Parete di solfuro rosso e nodi di alberi. | Se scrivi: “amo”, più in alto di tutti, | e non precipiti, conquisterai la vetta.”: la capacità dell'autore di costruire immagini che racchiudano efficacemente una intera storia si condensa nel verso libero che pure presenta scansioni ritmiche, particolarmente evidenti nei testi più concisi.

Una intimità estroflessa fino a diventare parola sulla pagina, capace di far lievitare una immagine mai banale e in grado di riassumere lo sgomento estatico del vivere; la lirica di Villani, sospesa tra misticismo d'oriente e tensione quotidiana, riesce a dare al lettore una istantanea visiva della interiorità del suo autore.

Recensione
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