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Mihai Eminescu, definito da Tudor Arghezi come “il santo illibato dell'idioma romeno”, viene fatto conoscere al pubblico italiano grazie alla traduzione che Geo Vasile compie di suoi testi scelti qui raccolti. Come lo stesso Vasile argomenta nella prefazione dell'opera, la sua cura è stata quella di trasmettere intatti i sensi e le metafore dei versi, così peculiari nella lirica di Eminescu.

La poesia di questo grande autore romeno trattiene in sé tutta l'esigenza descrittiva ed emotivamente estatica del romanticismo, compiendo un tentativo libertario e innovativo verso la genesi di un nuovo verso, in cui il simbolo diventa lo strumento di espressione più efficace per il manifestarsi della propria individualità.

L'irrequietezza di un tempo concepito come estremo limite del proprio esistenzialismo si identifica pienamente nella lirica dello scrittore, contraddistinta da una “nazionalità erotica” lontana da ogni facile eco di sensualità oltraggiosa.

Eminescu è ricercatore ed esploratore di nuovi accordi, di nuove tensioni tra parole per fare scaturire dall'incontro fra esse una nuova musicalità, trama su cui la natura si sviluppa come elemento fondativo di una spontanea spiritualità.

Si condensano nell'opera di Eminescu le trasfigurazioni liriche del periodo romantico, espresse con una raffinatezza formale che si congiunge ad una profonda erudizione ed a una piena consapevolezza delle potenzialità della propria lingua. E' proprio nel linguaggio del poeta che si trova il maggiore segno della sua capacità versificativa e cioè il tentativo – riuscito – di fondere nel suo corpus lirico differenti linguaggi e stili grazie al confronto costante con la poesia dei classici e quella dei poeti contemporanei europei.

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