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Sensualità quasi mistica e lirica commista insieme da simbolismo classico e ricerca della modernità.

L'opera di Dante Gabriel Rossetti è contraddistinta da una versificazione che sfida l'abnegazione a un modulo estetico statico in nome di un formalismo esasperato; al contrario la sua poesia identifica nella dissonanza del timbro – come ben spiega il curatore e traduttore Angiolo Bandinelli nella sua prefazione al libro – tutta la complessità dei suoi versi, come definisce sempre Bandinelli, “flautati e rauchi, limpidi e contorti, splendenti oppure oscuri fino all'incomprensibile”.

Rossetti, come d'altronde fa nella sua pittura, aspira nella sua lirica ad esprimere un concetto incontaminato di assoluta purezza e perfezione ma si lascia volontariamente sopraffare dal turbamento e dall'ossessione della morte introducendo elementi carnali di inaudita forza, contaminando la sua poesia di quel disagio d'artista che fu da contrappunto all'epoca in cui visse.

Accanto a descrizioni estatiche della Natura e della Bellezza, nei suo versi si accolgono sensualità esasperate in cui ogni oggetto diventa simbolo di misteriose corrispondenze e personificazioni; l'erotismo come dice ancora Angiolo Bandinelli, “qui non è più maniera, 'cultura', quanto piuttosto autentica ricerca, attraverso i tormenti della passione, di una nuova profondità, una interpretazione del reale che superi le genericità del clima artistico, con i suoi stilemi, le sue obbligatorie metafore”.

Rossetti non scrive per moduli ma attraverso una forte dilatazione sensoriale quasi maniacale e ossessiva che, riferendoci ancora al commento di Bandinelli, si accomuna nella sua urgenza e nella sua nuova interpretazione della corporeità e della natura alla poetica di Baudelaire.

I sentimenti acuti scavano all'interno di un elemento più che mai fisico, cuore non più ideale, in tutta la sua produzione poetica, immediatamente tangibili nell'immagine, come nei primi versi di Testamento d'amore: “Tu, che nell'ora di Amore estaticamente | sempre presenti al mio cuore – ravvolto |  nel suo fuoco – il tuo cuore, suo testamento (...)”.

Carnalità ribelle che in Rossetti si alimenta di tutto il suo mondo visionario, sicuramente più aspra e meno salvifica di quella espressa nelle sue tele.

Recensione
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