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La solitudine del cielo

L’autore di questo libro pare votato ad un compito non certo semplice. È infatti rivolta all’assoluto, la poesia di Sato, senza tuttavia il ricorso ad un afflato religioso o spirituale.

Poesia pura, quindi, che se non raggiunge la veste simbolica di autori come Mallarmé, risulta comunque impegnata nella ricerca dell’immagine perfetta, della metafora cristallina, immediata, risolutiva: “Sparsi come polvere / anche nella folla / sentiamo a volte / il nulla che trattiene”.

Qualcuno potrà notare affinità con alcuni degli ermetici italiani, su tutti Ungaretti, ma in realtà l’inclinazione di questa scrittura pare guardare ad un certo filone metafisico che vede in poeti come Giorgio Caproni i più noti esponenti.

“E il tempo di traverso si piega / e sviene fra le lacune / d’acque che dormono / fra le foglie”. Così Sato fissa per sempre un immagine che va oltre lo stagno o il corso d’acqua cui accenna, offrendo una modalità del tempo che trascende la sua fisicità, la sua espressione liquida colta nel suo manifestarsi.

Il tema del tempo è ricorrente nei versi dell’autore “Un mattino, / che dà l’amore volgendosi nel viso: / come una donna che sfoglia le parole, / porgendo il tempo al ritmo delle lune”, e non potrebbe essere altrimenti, dal momento che proprio il rapporto tra la caducità e la permanenza rappresenta una delle massime sfide per una scrittura che si misura con l’estremo senso dell’esistenza.

Il rischio di bruciare la cera che regge le ali per la troppa vicinanza al sole viene scongiurato dal più consueto dei sentimenti, il più raro, tuttavia, e che nei versi di Sato viene anch’esso trasformato, ridotto a materia di cui poter disporre, fosse anche aria da soffiare in un flauto o corda da pizzicare: “Stare così come si sta / in un accordo di tre note / rivolti senza pensare / cambiando suoni ma non il senso / che dà la nota scritta con il cuore”.

La solitudine lasciamola al cielo, si potrebbe così chiosare il titolo della raccolta, e comunque al cielo guardiamo, ma ben saldi sulla terra da cui ogni immagine di questi testi scaturisce, offrendo così al lettore un messaggio davvero trascendente.

Recensione
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