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Le immagini dell’aria

In questa silloge poetica, l’autrice Giuliana Piovesan ci conduce in un viaggio immaginifico e insieme reale, attraverso una versificazione che è estremamente musicale, quasi un fraseggio teso a raccontare il viaggio di un’anima.

Proprio l’aria del titolo raccoglie e trasmette il significato della ricerca di un impalpabile permanente, che sfugge ma che insieme permette a Giuliana Piovesan di attraversare la memoria nella densità di emozioni che si affollano in un teatro di immagini.

Le presenze umane sono contrappunto alla visione, tracciano un filo onirico che attraversa con delicatezza e sentimento sussurrato la poetica di Giuliana Piovesan.

“Sciolgo amore gli ormeggi / - e la nostra storia portala con te / nell’isola senza nome e ricordo / dove si consumerà il tuo tempo, / -vuoto ormai di giorno: il tema dell’amore, tracciato in metafora struggente, si raffronta con il tempo, effimero come l’aria che non si trattiene fra le mani.

Rimane solo "l'ancora immaginare” raccontata in versi brevi e delicati, definiti da una lirica estremamente raffinata e, come detto all’inizio, musicale fraseggio.

“Il limitare toccheremo con grazia - / le nostre mani tese al filo di lana / (si scioglie e perde la sua forma il sogno”: nella poetica di Giuliana Piovesan il sogno si confonde e si confronta con la realtà e i suoi limiti, per poi congiungersi nei testi in una carnalità romantica, mitigata con dolcezza spesso carica di rimpianto, ma invincibile.

È proprio la profusione di questa ricerca, la permanenza dell’attimo che deve scavalcare la caducità del tempo, ad avvincere il lettore e a trasmettergli la presenza di un’altra dimensione scandita dalle parole.

Così, l’autrice tesse il suo mondo incantato e reale al tempo stesso, dove persiste la “trama di un sogno che non cede / al suo insostenibile peso d’ombra”.

Recensione
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