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Nella traduzione di Geo Vasile viene portato alla conoscenza del lettore italiano un grande esponente della poesia romena, George Bacovia. Colpisce di questo autore il simbolismo originale e trasgressivo, la capacità ludica di argomentare e rinnovare il proprio stile per sottolineare la propria individualità.

Così la varia percezione del reale, la destrutturazione del linguaggio e l'utilizzo della forma prosastica in chiave nettamente anti-simbolista si traduce in una lirica che trattiene il quotidiano attraverso intermezzi poetici esemplari per la congettura del distacco emotivo dalla realtà.

Un distacco che garantisce al testo una corposità riflessiva e una ricercatezza volta alla semplicità della versificazione che ci riconduce più vicini allo scenario attuale della poesia contemporanea, tesa sempre di più ad abbattere i confini formali tra lirica e prosa.

George Bacovia interpreta la sua autorialità con coscienza e consapevolezza , sgombrando il campo da facili soluzioni formali che echeggiano lo stile poetico più in voga al momento della stesura dei testi.

Per questa sua scelta provocatoria e allusiva l'autore romeno deve essere letto con attenzione, prestando cura ai risvolti musicali e a quelli volutamente marcati (talora caricaturali) della propria opera. “Su eleganti vie, come un parere, | La donna moderna passò, e ritorna: | Il caos è un'allegria d'etere”: un verso che segna come altri nel libro una maturità e una una autonomia formale di cui sicuramente la poesia di Bacovia è felicissima e originale espressione.

Recensione
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