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Un viaggio nella
percezione del corpo come implacabile e colpevole dittatore, attraverso la
ricognizione di una mente che lo assolve solo nella follia.
Riflettendo
chiaramente il pensiero dell'autore che dice della propria opera nella
postfazione “questo non è un racconto... non è un romanzo... questo è una
storia” il titolo “storia penace” è esemplare nel sintetizzare una trama che
si snoda in brevi paragrafi numerati, scanditi da una prosa netta e veloce,
quasi nervosa, che ne rispecchia una forma narrativa poco incline al virtuosismo
linguistico.
La scrittura di
Grieco è urgente e essenziale, eppure non semplice, scavata in periodi che
riecheggiano la militanza poetica dell'autore, e che mirano a mantere una
costante e vigile attenzione da parte del lettore, anche se le pagine contenenti
i singoli paragrafi detengono una autonomia rispetto alla storia, come singole
poesie all'interno di una silloge.
La poesia
appartiene a “storia penace” come un luogo dove si può commentare la
“volatilità” dell'erotismo e dove il corpo si dilata fino a perdere il senso del
suo peso, della sua carcassa inevitabile (“...è qui la poesia...cambiar
pelle // soprattutto, umidissima la poesia nel prendere aria”) e dove anche la
sconfitta del sesso e della vita appare più mostruosa, come una faccia distorta
da un frammento di vetro.
L'immaginario di
Grieco è vivissimo nella storia che vive di una trama quasi accessoria, rispetto
ai singoli stacchi del racconto che come piccoli acuti si propagano al di là del
“fatto” e della dimensione erotica.
Così la
maestrina, il cimitero, il suicidio, il paese, diventano temi su cui l'autore -
nella sua scrittura che ingloba sapienti descrizioni con un linguaggio
quotidiano che poi di nuovo va a riparare nella costruzione e nella sintassi
poetica - articola ben più di una “storia penace”.
Anzi, segmenta
in paragrafi il ratto dell'erotismo, per resuscitare altro dell'uomo, e
commentarlo a fianco dell'esigenza della poesia, in un inventario di piccoli
accadimenti che lo stesso Grieco mette nella storia allo stesso livello del
“fatto” principale, garantendo al suo lavoro una sicura originalità.
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Recensione |
| Storia penace |
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narrativa
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| Autori |
| • | Gennaro Grieco |
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Edizione:
Genesi Editrice
Torino 2008 |
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| Prefazione di Liana De Luca. "Post scriptum" dell’autore - pp. 112 |
| prezzo: € 10,00 |
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| Recensione a cura di |
| • | Elisa Davoglio |
Pubblicata su: Literary nr.6/2008 |
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