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Take Five
Un romanzo-affresco di una
generazione sospesa tra sogno e quotidiano, che cerca un riscatto fuori dagli
stereotipi più in voga per descrivere i bisogni e le aspirazioni degli
under-trenta: questo è Take Five, titolo preso a prestito da un brano jazz
che accompagnerà le vicissitudini del protagonista lungo tutto il corso della
narrazione.
Federico Toniolo racconta la
storia di un giovane apparentemente come tanti, che tifa ostinatamente Juventus
e celebra con una birra serale i consueti avvenimenti del giorno, mentre
consolida dentro sé una volontà che se non lo aiuta a compiere un radicale
cambiamento di vita, lo accompagnerà a comprendere l’importanza di coltivare un
sogno, pur nella immediata incongruenza e irrealizzabilità.
L’autore ci offre uno spaccato
forse desolante della provincia italiana, in cui si susseguono e si accavallano
false chimere e obiettivi di celluloide; smarrito un senso più profondo di
amicizia e dialogo, ciò che sempre tenere unito il protagonista alla realtà in
cui vive è solo lo spauracchio della solitudine e del fallimento, con la
consapevolezza che le note di Take Five siano troppo lontane per
appropriarsene davvero.
Eppure, come traspare dalla
scelta finale, Federico Toniolo lascia al lettore l’impressione viva che tutto,
in qualche modo, possa ancora accadere, e che il regno delle possibilità non sia
stato ancora definitivamente esplorato.
L’autore accompagna la trama con
una scrittura agile, poco incline ad eccessivi abbellimenti, densa nel contenuto
e adeguatamente fornita dei migliori strumenti per la narrazione. Consapevole
che, “fino in fondo”, un sogno lo stia aspettando.
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Recensione |
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Take five
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narrativa
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| Autori |
| • | Federico Toniolo |
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Edizione:
Edizioni del Leone
Spinea 2012 |
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| In copertina acquerello di Marina Della Mora - pp. 80 |
| prezzo: € 10,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.6/2012
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