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Con valenza simbolica, ma al tempo stesso realistica, Giovanni Chiellino espone i risultati della sua ermeneutica in La voce della terra e altre voci. La terra è vista come la Grande Madre, che genera ma anche fagocita i suoi figli, "crea e divora la sua stessa trama" nell'insondabile ripetersi dei cicli. Nel volume, da considerarsi un poemetto oltre le divisioni pretestuose, la composizione La voce della terra fa da cerniera fra le due parti. Nella prima parlano le voci del vento, degli eroi, del poeta, delí'attore, della morte. Nella seconda è la terra stessa che canta la bellezza, le guerre e gli eroi, pittori e scultori, poeti, filosofi, musicisti. I protagonisti a volte ritornano nelle due sezioni, ma i temi non si ripetono, perché visti da diverse angolature.

La voce del vento ricorda l'Ode al vento occidentale, di Percy Shelley, per l'aspirazione alla libertà che distrugge e rinnova. La voce degli eroi si chiede se fu %l cieco destino" a designare la sorte o "la chiara forza del carattere". Ogni strofa è arpeggiate sull'archisema morte, anticipando “Le parole della morte”, uno dei testi più innovativi e suggestivi per l'intonazione altamente lirica e la pregnanza delle metafore. Domina l'allusivo colore viola, che ritornerà nel brano dedicato ai filosofi come "colore dell'angoscia".

Le parole della terra si concludono con una attestazione di fede nella capacità che alcuni esseri particolarmente dotati hanno di vincere la morte, non la morte fisica, ma quella spirituale "nella memoria durevole del tempo": "Non le tombe conserveranno i loro nomi, | ma lo spirito eterno che è in loro", afferma il poeta parafrasando Foscolo.

Le composizioni che seguono esaltano i prescelti, gli artisti e gli eroi, attraverso i principali rappresentanti di ogni gruppo. Ma non si tratta certo di un freddo elenco, in quanto di ogni personalità la vita e le opere vengono proposte e commentate. Inoltre come eserghi compaiono considerazioni atemporali. Per esempio a proposito delle peregrinazioni di Ulisse viene notato: “Incessante procedere dell'uomo | che dalle nebbie dell'Essere proviene | e verso l'Essere ogni attimo ritorna".

La storia e il mito acquistano la stessa importanza, così come gli accadimenti degli artisti e le loro opere d'arte, le vicende personali degli scrittori e quelle dei personaggi da loro inventati. Le guerre di una volta preludono agli eccidi odierni, ai quali la tecnologia ha offerto possibilità nuove, più atroci, soluzioni. `Nessuno chiede di essere redento” e il Nazareno invano provò "in un flusso di puro amore | a innalzare le bandiere della pace | sulle porte degli uomini". Le violenze continuano ancora più gravi e "in cavità di cranio | una piccola | murena adesso ha la sua tana".

La bellezza è rappresentata da vari esemplari femminili, descritti con sana voluttà nelle loro caratteristiche fisiche e con partecipe comprensione nella vocazione alla maternità dalla attenta sensibilità dell'autore. Le donne e i poeti appaiono privilegiati, intrecciano le loro sorti e le ritrovano nelle opere degli artisti, in questa onnicomprensiva scena del mondo, dove amore e morte sono constatazione e meditazione, memoria e previsione, realtà e sogno. Le loro voci si elevano a cantare le storie con grida o urli, mormorii o sussurri, musiche o silenzi, per dare maggiore intensità, nella versione orale, alla magia delle parole.

Recensione
La voce della terra e altre voci
poesia 
Autori
Giovanni Chiellino
Edizione:
Genesi Editrice
Torino 1998

Prefazione di Giovanni Ioli - pp. 114

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Pomezia Notizie nr.10/1999
 

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