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Un tuffo nel quartiere di Rialto accompagnati per mano dalla piccola Lisetta e dalla sua mamma, intenta a fare acquisti al mercato. Uno spaccato della Venezia d’oggi, visto con gli occhi di una bambina e con lo stupore che caratterizza l’età dell’innocenza, ma anche un viaggio nella Venezia del passato, ricca di storia e di tradizioni.

Si aprono come uno scrigno magico le pagine di Lisetta a Venezia, Rialto il prezioso testo di Paola Ancilotto, autrice conosciuta al pubblico dei più piccini per opere interessanti come Il respiro del mare, Il seme del prugno, Nonno Orso, Ho ragione io, no io!. E in quest’ultima fatica, la scrittrice conferma il suo talento e la sua penna magica, le sue rime che incantano e trasportano il lettore in una bolla temporale sospesa tra passato e presente, tra il palazzo dei Camerlenghi, sede dei tesorieri dello stato, dove secoli fa c’erano anche le prigioni, e le botteghe del quartiere che si aprivano all’alba al tocco della campana Marangona, dal Campanile di San Marco. Un’occhiata alle rive attorno a Rialto, destinate allo scarico di particolari merci, come tradisce il loro nome, ed alla Naranzeria, dove si immagazzinavano e vendevano gli agrumi, situata tra il palazzo dei Camerlenghi e la chiesa di S. Giacomo, una delle più antiche di Venezia, e quattro passi fino al Gobbo di Rialto che dal 1541 regge la scala per la colonna del bando, da dove il Comandador, pubblico banditore, dava lettura dei decreti e della sentenze.

Assieme a Lisetta, bambina vivace e curiosa, partecipiamo alla moresca, antica danza popolare, sbirciamo nel Sotoportego del Banco giro, dove i mercanti facevano le loro operazioni bancarie, corriamo lungo la Ruga degli Orefici e quella degli Spezieri, commercianti di sale grosso, facciamo un salto nella fornita Pescaria e nel Campo de le Beccarie dove si vendeva la carne, curiosiamo in Casaria, spaccio di formaggi e uova, e nell’Erbaria, dove si vendevano ortaggi e frutta. Ma non siamo soli. Nella nostra avventura, assieme alla piccola Lisetta ed alle sue rime che fanno della storia una continua filastrocca, ci sono splendide immagini incastonate nelle pagine, parto sagace dell’illustratrice Donatella Besa, storie nella storia, coprotagoniste a pieno titolo, piccole istantanee del borgo di Rialto, tasselli di una mappa del tesoro dove il premio è il cuore di Venezia.

Un unico dubbio, in fondo alle pagine: Lisetta a Venezia è un libro per l’infanzia o un vademecum per nostalgici della Venezia che fu? Eccellente anche il glossario finale, per spiegare ai più piccini termini veneziani e consuetudini del passato.

Recensione
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