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Paesaggi & Figure

I° Premio nel Concorso
“Città di Avellino” 2015

Paesaggi & figure è un libro di ricordi, in cui Orlandini rievoca con finezza e nostalgia tanti avvenimenti della sua vita: la sua casa nel vicolo antico, che gli fa risentire gli odori e i sapori di quel tempo, le botteghe degli artigiani, i giochi spensierati con i suoi compagni, il tempo trascorso al porto con la mamma: “Mi trastullavo a guardare le barchette, ciascuna col proprio nome segnato a prua, allineate lungo uno dei bordi delle mura del settecentesco lazzaretto; coglievo, tra le rotaie di un binario morto, umili fiori o profumate foglie di menta selvatica.” Ricorda con simpatia lo zio Antonio, “un ometto magro, dal viso scarno, ma intelligente”, ed anche il suo gatto Piripicchio.

Molto vivi rimangono, nella sua mente, i ricordi della Seconda Guerra Mondiale, con i bombardamenti, i rifugi, le granate, i soprusi dei tedeschi, il suono a festa delle campane, il 25 Aprile 1945, che annunziava la fine della guerra.

Ricorda gli studi, i miti greci che esaltavano la sua fantasia, le letture in cui si rifugiava nei momenti di solitudine, la sua ammirazione per lo scrittore Giovanni Papini.

Rievoca con nostalgia i suoi amici, il suo fervore intellettuale, le prime esperienze letterarie, i paesaggi, il suo amore per la bellezza della natura, la sensibilità e la gentilezza delle donne, il piacere delle passeggiate in campagna, in montagna e nei villaggi, dimostrandosi sempre un fine ed attento osservatore.

Tratteggia il profilo dei personaggi con molta abilità. Sintetizza con maestria le caratteristiche economiche, sociali, letterarie e religiose degli anni Sessanta, periodo in cui si affermò la tecnica a discapito della spiritualità.

Sottolinea le minacce catastrofiche che si prospettavano con il proliferare delle armi atomiche, con la guerra fredda tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti d’America; la rivoluzione culturale del 1968, i cui protagonisti furono soprattutto i giovani e gli studenti; l’assassinio di Aldo Moro, ed altri interessanti episodi.

Nell’ultima parte del libro, Orlandini si dedica alla descrizione dei bellissimi paesaggi marchigiani, come il colle lauretano, le colline, il poggio, evidenziandone i sereni colori, la quiete, le vie campestri, i prati in fiore, i boschi verdeggianti, le acque del mare scintillanti e misteriose.

In questi paesaggi, l’anima dello scrittore si placa e gode di una serenità riposante.

In conclusione, questo libro di Orlandini è ricco di ricordi, di note culturali, di notizie storiche, di sentimenti e di aspirazioni … E’ scritto in forma scorrevole, con un linguaggio ricercato, e si fa leggere con piacere.

L’autore si rivela uno scrittore paziente, sottile e penetrante.

Recensione
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