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Commedia molto piacevole. I personaggi sono ben definiti. La loro psicologia emerge con chiarezza nei dialoghi brevi ed appassionanti.

Il libretto inizia con il contrasto acceso tra Marta (moglie) e don Ferdinando (marito) per il matrimonio della figlia Margherita con don Carlo, barone di Montestellario. La moglie è favorevole a questo matrimonio perché pensa che don Carlo è nobile e ricco, anche se, secondo don Ferdinando, è un allocco scimunito. Però, successivamente, Marta si accorge che don Carlo come uomo non ha buone qualità e si pente di avergli promessa la figlia in sposa. Allora diventa remissiva e chiede scusa al marito. Intanto la figlia si fidanza con Renato, un giovane impiegato. Marta si dispera ed accusa il marito di aver rovinato la figlia e gli grida in faccia: “Cosa vale l’amore senza i soldi?”. Il marito le risponde: “L’interessante è vivere volendosi bene”.

Renato, il fidanzato di Margherita, è astuto e adopera tutta la sua gentilezza e la sua umiltà per essere accettato da Marta e vi riesce.

Poi don Carlo si fidanza con Nicoletta e trionfa l’amore. In conclusione i protagonisti sono tutti contenti, La commedia è improntata tutta sul contrasto denaro-amore, ma la conclusione a lieto fine fa esclamare a don Ferdinando: “Sono contento che la faccenda sia finita bene. Felice nostra figlia, felice don Carlo”. L’intreccio è semplice, molto fruibile e tiene desta l’attenzione del lettore.

in: Autori del Terzo Millennio a cura di Nunzio Menna, 2011

Recensione
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