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Si è rivelata una vera, grande e gradita sorpresa questa opera che non può e non deve passare inosservata. Già a una scorsa di lettura rapida sotto la spinta favorevole della curiosità e dello stupore ed insieme dello sconcerto che man mano diventa meraviglia, si incomincia ad intravedere da subito un mondo speciale e fascinoso, ricco di feconda umanità e di dedizione, di gentilezza e di gratitudine, un mondo reale evolventesi giorno dopo giorno, ora dopo ora, nell'arco di una vita vissuta pienamente nell'espressione più alta e nobile dello spirito umano orientato sempre verso il faro della cultura autentica e della sua luce etica e professionale, coniugando felicemente arte e vita. Nasce spontaneo il ringraziamento all'autore, l'insigne letterato Antonio Crecchia, che ha reso possibile la compartecipazione solidale e leale del vasto pubblico affezionato all'uomo-poeta Martiniello. Ed ora, più di prima, in questa antologia "dell'omnia" del poeta, resa in una efficace visione sinottica, tutti possono gustare, apprezzare e valutare al meglio la presenza dinamica e travolgente di chi cammina con noi, guidandoci "per aspera, ad astra".

Il lettore accompagnando, poi, la mente e la meditazione in una lettura sempre più attenta e coinvolgente ed accattivante comprende come l'autore, nel progettare e realizzare questa monografia dal titolo, significativo sull'evoluzione poetica, spirituale ed artistica del nostro poeta irpino, ha elaborato con maestria e ricondotto ad armonia i molteplici aspetti di un universo poetico complesso e caleidoscopico, rendendolo evidente, chiaro e veritiero come la mente e il cuore da cui trae origine. Non è facile interpretare versi dalla risonanza simbolica e allegorica, ironica e satirica, segnali luminosi di un'interiorità tanto dinamica, vitale e creativa, quanto inquieta e scettica, ma sempre invitta e battagliera. Riflettendo ci si interroga, come sempre, sulla poesia, un "genere letterario" che, più di ogni altro, supera i confini e i limiti dell'esistenza, per liberarsi verso "l'infinito e l'eterno". "La poesia burla il tempo", (Il picchio). Secondo il concetto di "poesia esternatrice" di foscolianamemoria, la poesia ricrea il mondo, le cose, per dar corso ad un significato spirituale con i colori di stati d'animo, passioni, emozioni, che avvicinano il poeta alla vita pur nella perenne inquietudine spirituale generata dal divario che il poeta avverte tra il reale e l'ideale, tra il relativo e l'assoluto, dall'impossibilità per "il finito anche per l'uomo come essere finito" di realizzare "l'infinito", cui aspira incessantemente per affermare, così, la "libertà dello spirito". "L'uomo è tutto di fronte al niente, è niente di fronte al tutto" (Blaise Pascal). La poesia di Martiniello, infatti, come tensione continua verso un modello di vita che salvaguardi "il vero uomo", e pur nei versi più accesi di forte realismo, non di pessimismo, di fronte alla vasta e varia problematica di passioni umane, di vizi e di valori terreni. Il suo appello è rivolto all'uomo spirituale, all'io interiore, che può rinnovarsi e ricrearsi e può capovolgere la sua sorte (Homo faber ipsius fortunae), poiché "l'uomo è sì una canna al vento, ma una canna che pensa" (Blaise Pascal). E la sua poesia guida l'uomo in un percorso interiore che "dal non-senso esistenziale" porta alla pienezza della vita attiva e cosciente, libera da condizionamenti e contraddizioni, privilegiando la determinazione e la coscienza di sé che possono sostituire la relatività e la fragilità derivanti dalla eterna lotta interiore" dove mai non si acquieta "quello spirto guerrier ch'entro mi rugge" (Ugo Foscolo). Emblema dell'uomo di sempre.

Si prospetta il passato come riscoperta di "un'identità perduta" e come necessità di recuperare gran parte del "paradiso perduto" che molti rinnegano in nome di un "paradiso artificiale" che illude e inganna con il suo luccichio abbagliante. La veemenza dei versi del poeta sembra "un imperativo categorico", ma offre sempre un'alternativa che è di possibilità di scelta della verità: si può scegliere il cammino della "risoluzione", che porta alla rigenerazione, o scegliere quello del "risentimento", che porta di nuovo verso la "regressione" (S. Kierkegard: Aut-Aut). In ogni modo la poesia ci guida verso la fonte da cui deriva "un regno dei fini universale", di cui il poeta è partecipe. "Vola verso le stelle l'eroe di questa libertà, vola verso regioni prima ignorate. Vola fuori dal suo mondo e, senza saperlo, è ricondotto verso il centro interno e luminoso" (Silo: Lo sguardo interno). L'attualità della vasta produzione trentennale del nostro poeta irpino, come poesia impegnata, ne rivela sia la fecondità sia l'universalità che proiettano il presente nella premurosa preparazione del futuro, la cui incertezza potrebbe spaventare, senza la definizione di un "positivo progetto comune", a cui far convergere sinergicamente tutte le risorse culturali, sociali, religiose, artistiche, economiche, da attuare "con un cuor solo ed anima sola", secondo il motto "uno per tutti, tutti per uno" (A. Dumas) poiché "Il futuro non si attende, si costruisce ora, poiché nella vita non esistono soluzioni, vi sono forze in movimento. Le soluzioni bisogna cercarle" (Antoine De Saint-Expery). Da queste pagine emerge pure un compito importante svolto dal nostro poeta nella sua qualità di docente e di preside, che è impegno formativo dei giovani vissuto con lungimiranza, realismo e sollecitudine instancabile, con intelligenza della mente e del cuore per la progettualità del loro futuro professionale nella società. Pure da queste pagine si comprende quanta dedizione e abnegazione e ansie e difficoltà hanno accompagnato una vita integralmente al benessere sociale. Altrettanto la passione artistica è rivolta alla società, alla terra d'irpinia, che può specchiarsi nei suoi versi scolpiti nel cuore "con forte sentire" e donati tutti con nobile intento pedagogico "come una forza innata che ha sempre perseguito libertà, verità e giustizia", e a cui non si è sottratto, ma come Socrate, e il suo dénome, ha corroborato sempre più la "sua voce spirituale" per far rinascere ideali ormai assopiti ma non certo spenti, da trasmettere alle nuove generazioni. Come si può ovviamente comprendere, il mondo della cultura ha sempre recepito con attenzione il suo messaggio appassionato di "di poeta-vate", rivolto alla nostra terra d'Irpinia e ha fatto "coro", riconoscendone la validità intrinseca, il coraggio rivoluzionario, la forte perseveranza, oltre alla personalità artistica totalmente innovativa, al punto che successo e fama, mai perseguiti intenzionalmente, hanno fatto aumentare notevolmente la schiera dei suoi tanti estimatori come pubblico diversificato nel corso dei molti anni, in cui si è espressa la sua vena poetica, rivelatasi molto feconda e teleologicamente orientata, in uno stile e lessico particolari e originali appropriati ad un poetare "sui generis", come testimonia questo volume. Altrettanto sono da ammirare la sua nobiltà d'animo e la sua amicizia vera e sincera verso tutti, dimostrando la possibile simbiosi di cultura e vita pratica nell'unità di una sola persona, "come essere contemplativo e essere agente" che realizza, in tal modo, un'impareggiabile statura morale. Questo volume si rivela molto prezioso come uno scrigno dai tanti tesori, ma il più importante di tutti "come un leitmotiv onnipresente". E il suo instancabile affetto per il popolo d'Irpinia che da sempre affronta coraggiosamente problematiche difficili, la cui soluzione è auspicata dal poeta come conseguenza di un riscatto morale autentico e di ampia portata. E una storia nella storia, i cui protagonisti, tratti dalle vicende della quotidianità, si abbandonano ai falsi miti del cosiddetto "progresso improvviso e continuo" a scapito della "cultura e della civiltà", distratti da mille "sirene ammaliatrici", che impediscono all'uomo che le ascolta, ad eccezione del saggio Ulisse che sfuggì al loro incantesimo, l'uso della ragione e della sapienza, alienandolo in futili espressioni di consumismo, da tante voci di pluralismo e da rinnovato feticismo dell'edonismo.

Dai versi altisonanti si avverte questo richiamo incessante, accorato a fermarsi a riflettere, a chiedersi soltanto semplici domande, ma che si rivelano anche le più profonde: "dove sei nato? dov'è la tua casa? dove stai andando? che cosa stai facendo?" che risvegliano il ritorno alle proprie radici e alla propria identità. Pensa a queste cose di quando in quando e osserva le tue risposte cambiare (Richard Bach). E un cammino di ricerca del senso della vita, di quella personale e quella collettiva da realizzare con spontaneità e semplicità. come esperienza unica e irripetibile per ciascuno, una avventura guidata dal cuore e dalla mente, un coinvolgimento radicale verso una verità in cui ciascuno si riconosca e si identifichi come il immagine imperitura, scoprendo uno stato d'animo nuovo e sublime, che dà significato alle piccole cose e alla vita, come un orizzonte infinito che si spalanca luminoso e tutto investe di significato nuovo e tutto si rinnova in modo sorprendente

Il poeta partecipa di questa luce nuova e medita incessantemente e si prodiga nella esperienza quotidiana e con i suoi versi a incoraggiare, spronare, educare, consolare ogni cuore. In genere la poesia ha questi effetti fantastici: può svelare nuovi orizzonti, può far muovere gli animi verso nuove prospettive. può rinsaldare quanto di positivo è già esistente, può suscitare sguardi lungimiranti alla realtà di ogni giorno. Come è possibile? E possibile poiché la poesia ha origine nell'anima, dove tutto ha un senso poiché "l'anima sperimenta la gioia, il dolore e la serenità grazie all'unione con la mente, le percezioni dei sensi e le azioni del corpo. "Lascia che la vita che ti gira intorno ti attraversi l'anima" (Aforisma Indiano). C'è da rilevare un altro fondamentale aspetto che accompagna l'evoluzione del poeta, vale a dire una "fede matura e consapevole", dal cuore adamantino, tenace e incontrollabile sia nelle possibilità del genere umano, sia nella provvidenza divina, quando scrive: "Padre entra nell'io di noi anneriti | di coscienza e il nostro deserto di cenere | abbia la tua luce e il vento carezzi volti bruciati fame" (La Vetrina). Questo Dio non è lontano dall'uomo, ma è presente nella storia e nella vita di ogni uomo ed è in ogni uomo che è sua creatura.

Una fede ricevuta dagli avi e dalla famiglia è trasmessa alla sua famiglia e, attraverso il suo agire morale e culturale, a tutta la società. Soprattutto le nuove generazioni potranno trovare nel nostro poeta un riferimento sicuro e fiducioso. Ogni comunità può farne tesoro e sentire che tante persone si preoccupano per noi in modo disinteressato come i poeti, i filosofi, gli scienziati, i santi, che ci invitano "a guardare in alto verso un dover essere necessario all'essere che lo realizza come riferimento irrinunciabile per vivere secondo sapienza, con saggezza e amore per la vita e l'umanità migliore, poiché noi non siamo nati solo per noi" (Platone). Non c'è da meravigliarsi se, dopo la lettura emozionante di questo libro, palpitante di energia vitale, posso condividere e partecipare questa semplice osservazione: "sono stato volentieri con voi. Il destino ci ha fatto incontrare in questo giorno e non in un altro, in questo luogo e non in un altro, in questa stagione e non in un'altra" (Romano Battaglia). Grazie infinite per l'impegno profuso con generosità e doti speciali a tutti coloro che hanno realizzato questo volume prezioso.

Recensione
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