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Il vate si spense tra le braccia della sua infermiera

«Giuditta Franzoni è colei che al tramonto dell’esistenza seppe dare a Gabriele D’Annunzio il caldo affetto della sorella, l’assidua cura di una assistenza colma di trepidanti premure». Tra le sue braccia il Vate si sarebbe spento il 1° marzo 1938. Una figura insolita, insomma, tra le donne del Vate, quella che viene raccontata da Francesco Di Ciaccia nel volume D’Annunzio e le donne al Vittoriale (Terziaria Milano, 222 pagine, 30 mila lire). Il Sottotitolo, “Corrispodenza inedita con l’infermiera privata Giuditta Franzoni”, spiega già il contenuto del volume. Ma l’autore racconta il ruolo di questa donna che, «pur frequentando D’Annunzio tutti i giorni dal 1922 al 1938, non entrò mai personalmente – almeno non consta – nell’immaginario erotico di D’Annunzio».

Giuditta, fedelissima infermiera, avrebbe però fatto da tramite tra il poeta e le sue numerose donne, il Vate, scrive Pietro Gibellini nella presentazione, «ricambiò la sua dedizione con un affetto casto – sentimento raro nel poeta, in cui l’avanzare dell’età non affievoliva l’ossessiva propensione a crearsi un harem -, espresso in toni che si direbbero francescani, che si addicono alla sede in cui Francesco Di Ciaccia, il curatore, ha recuperato le missive, quel convento dei frati cappuccini a Barbarano di Salò cui Giuditta li aveva donati».

Nel volume viene spiegato dunque il momento importante, quello della fine. L’autore nella introduzione con toni un po’ infervorati sottolinea: «Le testimonianze di Giuditta convergono anche ad appurare qualche dato sulla morte, esse correggono la circostanza, riportata pedissequamente da biografo a biografo, su come morì D’Annunzio. I biografi riferiscono, senza far riferimento ad alcuna fonte, che morì “sulla breccia”, sul “tavolino” di studio, mentre stava “scrivendo”. In questo libro si dà testimonianza che D’Annunzio non morì sulla breccia. Non è detto, per ciò stesso, che Giuditta sia veritiera – questo è un problema di vaglio testimoniale -: ma perlomeno si ha una versione documentata».
Recensione
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