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Anticlimax

raccolta su temi sparsi Eros, morte e tutto

Da Luca Canali versi senza pudori
Il latinista conferma un`ispirazione
che sa più di Catullo che di Virgilio

Arnaldo Ederle

Luca Canali, oltre che latinista e traduttore di Virgilio e Lucano, è poeta. Anticlimax è una raccolta di suoi versi che toccano una varietà di temi: ci sono vicende personali, pubbliche e private, senza nascondere, tra quelle che una lunga vita ha tessuto attorno all`autore, quante lo hanno condizionato spesso pesantemente e con impietosa brutalità. La parola del titolo non è scelta a caso: Canali è un filologo. Anticlimax, tecnicamente, è la figura retorica che consiste nel disporre in ordine decrescente per intensità e forza una serie di concetti. Qui si scende dal cunnilingus al letto d`ospedale di un vecchio calvarizzato dalle flebo.

È un libro, insomma, dove la poesia rammenta da vicino proprio i caratteri fondamentali del dramma e della tragedia classica che Canali ha frequentato per professione. Di quell`attività assidua e impegnata qui si vedono i risultati poetici: non solo nei contenuti - così vicini allo spettro classico, eros compreso - ma anche nella forma dei componimenti, forte e concisa, talvolta capace davvero di richiamare gli antichi. Il libro si suddivide in cinque sezioni: Un`allegra disperazione, Ultimi versi agli uomini, Le amanti, Personaggi animali piante, E per finire. La sezione più importante sembra essere la prima: 28 composizioni nelle quali il poeta descrive situazioni quasi sempre drammatiche e crude, con rare intrusioni di bellezza («Gutta salutis, figure di caleidoscopio del petalo  / di rosa, castone della rugiada  / che scruto in posizione di rettile  / ad altezza d`erba e di linea  / dell`ovest che trae barbagli  / di drappi crèmisi e squilli di trombe d`argento / dal globulo d`acqua investita / dal sole al tramonto»).

Dagli Ultimi versi agli uomini, esemplare è la poesia intitolata Notte, dove l`autore, classe 1925, tocca senza falsi pudori (sua caratteristica) il tema della morte: «Tu patria / dei sogni e degli insonni / rovelli dello spirito e dei sensi. / Anche morire in te è più facile / che nel tuo estroso, berciante, / carnevalesco fratello / il giorno». Dalla seguente sezione, intitolata Le amanti, ecco un esempio più degno di Catullo che di Virgilio: «Srotolami la / lingua nel cavo / orale asettico fluorizzato al gusto / di menta officinale. Prona / ti voglio abluere i virginei / area irrigui di / saliva rugiada sugli intimi / di fiori di pesco appena / sbocciati». Questa poesia s`intitola Marzia ed è inserita in una serie di liriche che come titolo portano il nome della donna a cui si riferiscono.

Tra le vivaci poesie della sezione intitolata Personaggi animali piante, esemplare dello spirito sagace La profetessa: «La profetessa, vergine / votata a Febo, subì con / gaudio segreto / lo stupro del nemico - tanto più / grave l`oltraggio in quanto / inflitto nei penetrali / del tempio. Perduta / la facoltà dei presagi, il favore / del dio, la stima dei suoi, / seguì, ormai semplice / donna, / il carro dell`amato vincitore».

03.06.2014

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