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Inquiteti giardini

Queste poesie di Andrea Granziero descrivono con uno stile essenziale e limpido luoghi cari all’autore ma sempre evocativi di un qualcosa di altro e metafisico.

I luoghi sono la città natale, Treviso, la Maremma, Pitigliano, ma anche metaforici luoghi dell’anima. “Il giorno pieno / ormai dilaga / negli inquieti giardini / dei miei pensieri”.

Queste poesie sono ricche di elementi della natura: il cielo, il vento, le nubi, gabbiani e isole. Ma questi elementi si combinano fra loro rimandando a sentimenti come l’amore, la solitudine, l’assenza di affetti. Nella lirica “Vorrei” l’autore ci dice: “Vorrei sentirti / nei cieli chiari / imbevuti, di azzurro” e poi “vorrei sentirti / nelle sere / di inquietudine”.

Spesso vengono accostati termini appartenenti a sfere sensoriali diverse: “Cantano i passi / nella fontana”; “I muri / scoppiano / in mille glicini”, “Per te avrò sempre / della memoria un sorriso / e gocce di immagini.” Accostamenti che ricordano la figura retorica della sinestesia. Il termine “assenza” è ricorrente. Si tratta dell’assenza della donna amata “Ora celebro / la tua assenza” che poi nello scorrere dei versi diventa l’assenza delle donne “Il giorno le sorprende / piene di vita / davanti a imperdonabili assenze.”

I versi sono brevi e incisivi: “Aggrappate / una all’altra / le pietre. // Fossimo noi, / così, / oggi, / non frammenti sparsi sulla terra.” Si intravedono tracce di ermetismo. “Cerco parole / dove abitare. /….Ritmo e respiro / del mio esistere.”L’amore è spesso sentimento di un’assenza e si fa richiesta aperta nella poesia “Amami”, è sempre cantato in modo scabro ed essenziale. L’incontro con la donna è bello ma pericoloso e può produrre delusione. In queste poesie abita sempre un senso di mistero, un rimandare ad altro, un’inquietudine. Ma il mistero ci dice Granziero “rende saggio”. L’autore crea ricami preziosi con le sue parole, e precisi. Sono parole sincere ed evocative, tanto che ci fanno intravedere di nuovo la luna nel cielo di Recanati.

Recensione
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