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Insignita recentemente del premio nazionale "Elsa Buiese" assegnatole dal Comitato friulano Dars, è appena apparsa una nuova silloge di poesie di Maria Grazia Lenisa dal titolo Le bonheur. Significativo il giudizio della giuria, presieduta da Mariella Bettarini: «Per la raffinatezza della scrittura, caratterizzata da padronanza assoluta del linguaggio poetico e unita a contenuti di forza inconsueta, centrati su un'interpretazione provocatoriamente femminile del canzoniere tradizionale maschile».

Si tratta, in effetti, di un'opera nuova, concepita ed elaborata sul filo di una "provocazione" apparentemente giocosa, ma nel fondo decisamente seria: come se non bastasse l'ambivalente traducibilità del titolo bonheur in felicità e in fortuna vi si aggiunge come sottotitolo "Il canzonario", una sorta di neologismo letterario che fa pensare ad una raccolta di canzonette burlesche, scritte come per celia cioè per prendere o prendersi in giro, pur avendo all'origine motivazioni nient'affatto leggere.

Il motivo centrale, infatti, che funge da fil rouge per tutta la raccolta è la Donna, come annota l'Autrice in una breve avvertenza, «cantata dalla Donna... come incanto spirituale e materiale davanti alla propria opera nel vivente tra Corpo e Parola», in modo da poter ripetere con Shakespeare: "Nel buio muori, se non foggi un figlio". Ed è chiaro, aggiunge, «che figlie sono anche le nostre opere».

È sintomatico, a nostro parere, che proprio a Shakespeare (ma al Poeta dei sonetti d'amore) Maria Grazia Lenisa dichiari in apertura tutta la sua "passione": le citazioni poste in esergo a molte pagine sono come delle spie luminescenti, che lasciano affiorare la possibilità di un accostamento ideale al sommo Poeta inglese, ma preservando in ogni caso l'autonomia della voce lenisiana, anche quando vi si avverte una evidente consonanza di toni e di argomenti.

Noi crediamo francamente che, con questa sua silloge, la Lenisa abbia toccato il vertice più alto del suo lungo itinerario poetico: ha pubblicato molto, com'è noto, ma ciò che sorprende davvero anche il lettore più esigente è che non ha mai corso il rischio di ripetersi. In cinquant'anni d'intensa attività, costellata da crescenti successi, ha sempre perseguito l'ideale di una purezza espressiva che fosse tutt'uno con la sua ansia d'assoluto. Diverse le vie percorse fin qui, ma sempre immutata l'aspirazione che l'ha sostenuta, che poi è la stessa del suo Poeta prediletto: "Che amore nei miei scritti arda e rimanga" (Shakespeare, sonetto 65).

Recensione
Le bonheur. Il canzonario
poesia 
Autori
Maria Grazia Lenisa
Edizione:
D'Ars
Udine 2001

Nota dell'autore. Grafica e intervento a mano di copertina di Federico Santini - pp. 56

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Tribuna Letteraria, La Nuova nr.64/2001
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