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Fellini, el amor brujo
zibaldone della speranza

Ci sono incontri che ci cambiano la vita, incontri che segnano nuovi punti di partenza e ci donano rinascite esclusive. Graziella Atzori, nel suo ultimo libro Fellini, el amor brujo. Zibaldone della speranza ci racconta, quindi, il battesimo umano ed artistico ricevuto dal grande maestro Federico Fellini: uno zibaldone di esperienze e riflessioni, poesie e fiabe, recensioni e ricordi.

La Atzori conosce bene il potere evocativo e salvifico delle parole e di quelle voci che sono servite a tracciare l’evoluzione di un’anima piena di quell’aura magica tipicamente felliniana: Federico Fellini, il regista e l’uomo, descritto nella sua umanità, ma soprattutto nella sua immensa capacità di immaginare, di creare sul set una vita autentica, più reale della realtà stessa, intessuta di visioni oniriche ed introiezioni animistiche. Così lo Studio 15 di Cinecittà diventava il “set sconfinato che è dentro di noi […] Volevo rituffarmi nel sogno, nuovamente nell’autentico, in ciò che è istintuale e primitivo, antelucano, che è pre, pre razionale, eterno, un germe aureo con infinite possibilità di evoluzione. Per farlo bastava ritornare allo Studio 15” ci racconta la Atzori. La memoria ha un ruolo fondamentale per la conoscenza di sé e del mondo, è accumulo spirituale di esperienze, di affettività ed emozioni da rivivere per portare alla luce la coscienza dell’amore universale, legato al concetto di eternità perché: “amore ed eternità sono sinonimi”.

Così “un libro vero non è mai morto. Un libro vero è specchio di sé e conoscenza”. Oltre al rapporto epistolare con Federico Fellini, quindi, l’autrice dà spazio alle figure letterarie ed artistiche più amate come Charles Baudelaire, Reiner Maria Rilke, Fabrizio De Andrè e Grazia Deledda. Non mancano personaggi contemporanei come Gino Strada con le sue cronache di un chirurgo di guerra. A chiudere, nell’ultima parte del libro, le fiabe della speranza per affermare il potere della vita e dei sogni su ogni possibile morte interiore dell’essere umano.

Recensione
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