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Un aspro canto

Cara Francesca,
la lettura della tua raccolta poetica mi ha aperto le porte della tua personalità ricca di vibrazioni e di sensibilità, come mi aspettavo. Confermo la tua capacità di volgere in poesia tutto ciò che in aspro canto – dove nell'asperità vedo l'inquietudine mai placata di donna che scrive nel nostro tormentato presente – in te coinvolge mente e cuore.

E profondamente concordo con l'esauriente e brillante prefazione di Paolo Ruffilli, che ben evidenzia i vari aspetti del tuo poiein. Aggiungo che i tuoi temi privilegiati quali la memoria del passato, la presenza armonizzante della natura e la fede religiosa si mescolano a volte con sapienza a riflessioni filosofico-metafisiche sul nostro devastato mondo, sempre sottendendo un fondale di speranza nell'umano (mi hanno particolarmente attraversato i testi Orma sulla neve, Oscuro dilemma, Rileggendo "Camera oscura"). Le tue scelte formali sono fortemente legate alla tradizione, con una versificazione libera e curata nella sua musicalità.

Ti auguro di cuore che questo libro possa restituirti la gioia di una efficace e limpida comunicazione con i tuoi lettori. È questo che solo conta, questo nostro restare nel dialogo poetico offerto nell'angolo del canto sommesso e generoso che sempre prende le distanze dalla centralità dell'io e dal vuoto frastuono mediatico.
Con sincera amicizia
Annamaria

Recensione
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