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Nostro male quotidiano

La narrativa di Luca Canali, latinista e scrittore multiforme, contiene sempre elementi autobiografici ma i dati concreti di vita sono comunque trasposti poi nella versione romanzata della vicenda e dei suoi personaggi. E l’intenzione evidente è che l’autore non intende rinunciare ai temi che più lo interessano e coinvolgono, ma li reinventa e li sviluppa nella trama del suo racconto attraverso l’invenzione narrativa e seguendo le esigenze che gli impone la storia.

Succede così anche nell’ultimo romanzo di Canali, Nostro male quotidiano, presentato al centro culturale Aleph di Roma da Luigi Celi e da Paolo Ruffilli per ricordare l’autore scomparso da qualche settimana. E anche questo suo ultimo testo narrativo contiene e ricapitola gli argomenti cari all’attenzione di Canali: le violenze del fascismo, il dramma della guerra fratricida, il contrastato dopoguerra italiano.

Canali ha una convinzione di fondo che si potrebbe sintetizzare come l’idea di una Storia matrigna e crudele, i cui terribili effetti sono comunque il frutto in gran parte dell’egoismo e della rapacità degli uomini. La trama di “Nostro male quotidiano” lo ribadisce, se ancora ce ne fosse bisogno: le circostanze storiche possono senz’altro accentuare gli eccessi umani, ma la violenza è innata e le persone realizzano quasi sempre il peggio di sé, perfino quando tra di loro ci sono legami di sangue.

Gran bel romanzo: asciutto, nervoso, incisivo e impietoso. Come se ne leggono pochi, in questo frangente sbiadito e sdolcinato della narrativa italiana. Un romanzo da consigliare non per intrattenere e consolare il lettore, ma per illuminarlo una volta di più sulla crudezza della realtà in cui ci muoviamo.

Recensione
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