Servizi
Contatti

Eventi


Anime naufraghe

Di Federico Toniolo avevamo già recensito il romanzo Take five in cui affiorano quelle componenti – umorismo beffardo, asocialità dei protagonisti e visione pessimistica dell’uomo e della realtà – già presenti nella raccolta di racconti Anime naufraghe che costituisce il suo esordio.

Nella loro brevità le vicende narrate ci offrono un ritratto realistico dell’essere umano la cui fragilità è pari alla sua presunzione. D’altronde, l’ambizione, le manie di grandezza e il narcisismo sono anche ciò che spinge l’individuo ad osare, perseguendo delle mete apparentemente impossibili.

Come Icaro – non a caso, la metafora del volo è onnipresente - i personaggi del libro si imbarcano in un viaggio senza ritorno, quasi una discesa negli inferi che sancisce la loro fallibilità, oppure, nel tentativo di sfuggire a un’esistenza percepita come inautentica, ricorrono al suicidio, elevandosi al di sopra del cinismo di chi è insensibile alla sofferenza umana (“La vendetta di Bacco”).

Non sorprende che la morte appaia, allora, quasi come un momento liberatorio, una sorta di riscatto in extremis per mondarsi del male commesso (“Il boia”), una seconda opportunità per quanti, appellandosi al Dio misericordioso, potranno forse ascendere a una vita ultraterrena.

La mancanza di coordinate geografiche e temporali rende la narrazione ancora più intrigante, conferendole le sembianze di un sogno che spesso degenera in un incubo vero e proprio.

Se il destino dell’uomo è quello di essere vittima della sua imprudenza (“9x9”, “Il garante del nulla”), l’unica via di salvezza è data dall’amore nel suo significato più esteso (“La candela”). Tormentati da segreti e rimorsi, i protagonisti del libro trovano conforto nella solitudine come il marinaio che si augura di non avvistare mai terra per non privarsi di quella libertà tanto faticosamente raggiunta.
Recensione
Literary © 1997-2024 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza